Il Tirreno

Versilia

«Mai ordinato dimissioni in giornata»

Il direttore di Medicina sul caso della donna a casa dopo un'ischemia

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 Ho letto con dispiacere l'articolo apparso su Il Tirreno il 12 gennaio dal titolo: "Dimessa a 5 giorni da un'ischemia" e mi sento in dovere di rispondere per precisare e chiarire quanto narrato in modo a dir poco impreciso.  La Signora Bresciani, successivamente all'incidente occorsole lo scorso mese di agosto, è stata più volte ricoverata in vari reparti sia per il politrauma che per la comparsa di ulteriori patologie, ed in ultimo il 2 gennaio presso la Medicina generale dell'Ospedale Versilia per un grave ictus, per il quale la paziente è stata sottoposta a tutte le indagini diagnostiche ed alle cure previste dallo specifico protocollo.  La figlia della paziente, Signora Da Prato, come narra l'articolo, il giorno 7 gennaio è stata effettivamente contattata telefonicamente dal reparto, ma non certo per comunicare la dimissione "in giornata", bensì per informarla e proporle, con adeguato anticipo, in alternativa al rientro a domicilio, la possibile prosecuzione del percorso assistenziale trasferendola per il completamento del percorso assistenziale in regime di ricovero, presso la Casa di Cura Barbantini, struttura accreditata con il Sistema Sanitario Nazionale certamente idonea ad accogliere pazienti anche con gravi patologie dimessi dal reparto, proposta questa, di solito accolta favorevolmente dai parenti a cui è dato modo di organizzare al meglio l'asssitenza del congiunto al momento della dimissione.  E comunque, proprio per venire incontro alla famiglia, che invece ha manifestato perplessità in merito a tale trasferimento, la paziente ad oggi è ancora ricoverata e, a seguito di consulenza geriatrica, sono già state attivate le procedure per le prestazioni di assistenza domiciliare e per la fornitura degli ausilii e dei presidi sanitari necessari al momento del rientro a casa della Signora Bresciani.  In conclusione, pur nella consapevolezza delle difficoltà e comprendendo lo stress cui i familiari sono sottoposti in caso di malattia grave e prolungata di un congiunto, sono veramente amareggiata nel leggere articoli come questi, soprattutto quando si ha la consapevolezza che tutto il possibile è stato fatto, sia nella gestione del paziente dal punto di vista medico, sia per consentire alle famiglie di accoglierlo ed assisterlo al meglio al momento del rientro a casa. Paola Lambelet Direttore Medicina generale osp. Versilia

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