Il Tirreno

Versilia

La tassa di scopo è indispensabile

Massimiliano Simoni   Capogruppo di Fli
Massimiliano Simoni al Pucciniano
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Massimiliano Simoni al Pucciniano

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Con il nuovo anno, grazie al giornale Il Tirreno, si è aperto un dibattito sul rilancio del turismo e sulla possibilità di ripristinare la tassa di soggiorno, oggi chiamata tassa di scopo.  Detto che ormai è assodato che c'è la crisi, e che il pubblico non può più continuare a sostenere come un tempo il turismo e la cultura per mancanza di fondi, per portare un contributo al dibattito, forte anche dell'esperienza maturata in questi ultimi dieci anni nel campo della cultura e dello spettacolo (assessore alla Cultura a Pietrasanta, Presidente del Festival della Versiliana e del Pucciniano), vorrei fare alcune brevi considerazioni.

La prima, e lo dico da politico, è che il problema principale sta proprio nell'incompetenza della stragrande maggioranza dei soggetti politici coinvolti, in primis i Sindaci, che ritenendosi unti dal Signore credono anche di poter guarire le scrofole con l'imposizione delle mani. Manca una vera e propria cultura di base e un senso manageriale/imprenditoriale di rapportarsi alla società civile e al mondo del lavoro in continuo sviluppo.  La seconda, e lo dico da imprenditore, è che il privato, salvo rare eccezioni, vede il pubblico solo come un qualcosa da mungere e sfruttare per il proprio profitto. Si chiedono contributi a pioggia, a fondo perduto, senza poi ridare un vero e proprio ritorno al territorio. Si pratica, nella sostanza, una politica del mordi e fuggi. Manca una strategia di medio respiro e si pensa solo alla guerra di corsa.  La terza, che poi è lo specchio della prima e della seconda, mancano figure professionali adeguate che si dedichino al comparto turistico e culturale con competenza, capaci di poter cavalcare la crisi, che ricordiamolo è mondiale, ma non per questo non gestibile, e che soprattutto riescano a fare una sintesi tra la politica e l'imprenditoria, superandone le rispettive carenze, andando oltre il colore politico e al particolarismo di settore.  Possibili soluzioni pratiche:  1) Creazione di una vera consulta provinciale meritocratica che sia sintesi tra pubblico e privato che possa indicare una strategia condivisa a quel sistema culturale/turistico che oggi è solo sulla carta (ognun per sé!), e che vada a individuare, nel giro di un anno, una vera e propria "Super Fondazione Provinciale", strumento operativo, che azzeri gli assessorati alla cultura e al turismo, e che soprattutto possa operare con serenità per almeno un quinquennio (superamento della degenerazione della politica con continui cambi di rotta);  2) Istituzione di un Fondo patrimoniale provinciale (misto pubblico/privato) con l'introduzione della Tassa di scopo, che ormai in Europa c'è dappertutto (arriva fino al 7% del conto dell'Hotel), da destinarsi a progetti che coinvolgano almeno tre comuni della provincia (anche attraverso le loro partecipate/fondazioni);  3) No a contributi a pioggia da parte del pubblico e delle banche/fondazioni, ma mirati a progetti chiari con forti possibilità di ricaduta su tutto il territorio provinciale e comunale;  4) Patto d'onore con gli organi d'informazione (media in genere), per un sostegno reciproco (economico, ai media attraverso il fondo creato, promozionale/pubblicitario per il pubblico/privato);  5) Accordo Regione/Super Fondazione per la promozione all'estero attraverso gli uffici di Bruxelles per il superamento della dispendiosa politica fai da te di tante Istituzioni.

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