Sicurezza
Henraux a corto di blocchi
L.C.
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MARMO. Lastre in un piazzale La Cgil: estendere il protocollo delle Cervaiole
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SERAVEZZA. La Henraux si lamenta per non aver abbastanza materiale per soddisfare il fabbisogno dello stabilimento di Querceta. E per questo è costretta a comprare i blocchi nelle cave di Carrara o estere. È uno degli elementi emersi durante l'ultimo tavolo di confronto sul protocollo delle Cervaiole. «Sono stati anche distribuiti i dati relativi all'estrazione nel 2010 - spiega il segretario della Fillea Leonardo Quadrelli -: sono stati cavati blocchi irregolari per 1.570 tonnellate e blocchi regolari per 8.378 tonnellate». Un bilancio che fa segnare un netto arretramento rispetto all'anno precedente, anche per condizioni meteorologiche che, in vetta all'Altissimo, sono state assai inclementi. «I blocchi regolari - continua Quadrelli - sono stati trasformati per il 79%: il 50% all'interno dello stabilimento di Querceta, il 29% nel resto del distretto. Il 5% risulta venduto fuori dal distretto e il 16% è in magazzino». Al di là dei numeri, l'attenzione del sindacato si focalizza sulle difficoltà che soprattutto i piccoli laboratori artigiani hanno nell'approvvigionarsi di materia prima: «A parecchi laboratori, che hanno necessità di blocchi per la lavorazione, l'acquisto è reso quasi impossibili o quantomeno complicato». La via maestra per trovare una soluzione, spiega Quadrelli, è la generalizzazione del protocollo delle Cervaiole: «Bisogna aprire un tavolo con le parti sociali ogni volta che si deve decidere un rinnovo di concessione di cava. A questo tavolo noi non chiediamo la luna, ma solo lavoro, onesto, sicuro e compatibile con l'ambiente. Un lavoro in armonia con il territorio anche per le aziende della trasformazione. Il protocollo Cervaiole ha dimostrato che questo è possibile. Ma non può essere l'eccezione. Altrimenti mette in difficoltà una sola azienda del distretto e un solo comune, che giustamente esige, insieme alla Fillea e alla Cgil, il rispetto del controllo sulla tracciabilità dei blocchi di marmo che deve essere per tutte le imprese. Se velocemente non matureranno le condizioni, si arriverà presto a una chiusura di tante aziende della trasformazione, con un danno economico e sociale irreparabile».
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