Proteste
La lettera. I condomini dello stabile di via Trieste rivendicano i loro diritti sullarea
«Quel parcheggio non è pubblico»
I condomini
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Ci sembra doveroso, per quanti hanno avuto il piacere di leggere l'articolo sul "parcheggio conteso" di via Trieste, comparso sul Tirreno il 6 gennaio, puntualizzare la vicenda da un altro punto di vista, quello dei condomini (legittimi proprietari dell'area). L'immobile ad uso di uffici e negozi, è stato costruito in sostituzione di una casa a schiera con giardino, in virtù di un piano a schede elaborato dagli uffici comunali negli anni '80; piano a schede che inglobava gli isolati compresi tra le vie Coppino e Savi (centro direzionale). Tale piano prevede l'adeguamento della normativa in materia di parcheggi, senza puntualizzare che, nel caso in questione si tratta di una ristrutturazione in zona edificata e non di nuova edificazione in area libera. Tutti gli interventi effettuati nella zona di interesse del piano a schede, comprese le sopraelevazioni sulla via Coppino, le nuove costruzione in angolo con la via Trento, e altre ancora, hanno disatteso tale previsione. Nel parcheggio in questione, che ricordiamo dispone di un totale di 10 (striminziti) posti auto al servizio di otto attività distinte; fu disposto inizialmente un parcheggio per biciclette a disposizione del pubblico (tutt'ora esistente nonostante la pressione dei proprietari di auto). Messo in opera un sistema di raccolta delle acque meteoriche (fognatura) e fino al 2005 assicurata la manutenzione condominiale compreso il passo carrabile. La signora Lisandra Biagini, per conoscenze personali, ha avuto a disposizione (e quindi utilizzato) il parcheggio di un condomino per diversi anni, periodo durante il quale non ha trovato niente da eccepire; solo nel momento in cui le è stata richiesta indietro la chiave del parcheggio si è ricordata del piano a schede, ingaggiando una battaglia di legittimità che ha dell'inverosimile. Dobbiamo ancora ricordare che l'unica auto rimasta bloccata nel parcheggio, appartiene alla persona (figlia della Biagini) che ha chiamato le forze dell'ordine (non qualcuno del condominio in grado di aprire la sbarra); ed era parcheggiata sul lato nord, quindi nei posti riservati che la signora Biagini conosce bene in quanto ha tutta la documentazione relativa. Resta il fatto che il parcheggio è di proprietà dei condomini, l'uso pubblico che intende farne la signora Biagini è da dimostrare; soprattutto riesce difficile immaginare il modo in cui eventualmente permettere tale promiscuità se non dotando il parcheggio di un servizio di sorveglianza.
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