Gioco
Tarsu, 20 aziende hanno firmato
Luca Basile
◗
I piazzali delle ditte del marmo nel mirino della TarsuPer tutti 60 giorni di tempo, poi si va alla commissione tributaria
3 MINUTI DI LETTURA
PIETRASANTA. Maxi cartelle per la tassa sui rifiuti. Venti aziende, hanno già firmato l'intesa con il Comune, mentre le restanti attività hanno sessanta giorni di tempo per mettere nero su bianco. A partire dal mese di marzo l'unico approdo finale, del contenzioso, non potrà poi che essere la commissione tributaria. Sul fronte degli accertamenti Tarsu, recapitate negli ultimi giorni dell'anno a circa 200 aziende del marmo, si va verso l'intesa fra uffici comunali e aziende; sul tavolo gli arretrati per tasse sui rifiuti non pagate, negli anni fra il 2004 e il 2009, per oltre 7 milioni di euro. «Importo presunto e che non abbiamo messo a bilancio - spiega l'assessore Daniela Ferrieri - L'amministrazione Lombardi, nel rispetto delle norme e per evitare di incappare nel danno erariale, ha inviato, dopo confronti con gli interessati, una serie di cartelle. Nessuna intenzione di penalizzare le aziende con questa procedura, ma massima disponibilità, nel rispetto delle regole, a venire il più possibile incontro alle esigenze dei privati». Parole che Ferrieri ed il sindaco Domenico Lombardi hanno ripetuto lunedì scorso, nella sede Cna, al Portone, nella riunione convocata sull'argomento e che ha visto rispondere un discreto numero di artigiani. Cartelle che, in un caso, hanno superato gli 800 mila euro, fra sanzioni, arretrati ed interessi moratori, in un altro i 400 mila euro, con un certo numero di attività chiamate a versare somme superiori ai 50 mila euro. Alla fine della giostra cartacea e verbale, le aziende pagheranno molto meno. «I privati dovranno presentare un'autocertificazione, corredata da planimetria, del piazzale (su cui viene applicata la tassa dei rifiuti, ndr) dell'azienda, dettagliando come è strutturato - spiega Ferrieri - Se le aree interne del piazzale hanno una precisa destinazione, leggi viabilità, giardini, parcheggio e deposito materiali ed opere o sedi di rifiuti speciali, la tarsu, in queste sedi, non verrà conteggiata. 20 aziende hanno già firmato l'adesione a questa procedura». Così facendo l'importo, alla fine, da versare, rateizzato, al Comune sarà decisamente minore, rispetto a quello inizialmente richiesto in cartella. Anche se gli evasori totali, presenti in numero significativo, dovranno comunque mettere mano al portafoglio per liquidare interessi e sanzioni. C'è però chi contesta a Lombardi&co di avere adottato, sul versante cartelle tarsu, due pesi e due misure. «Ma chi ha pagato regolarmente in passato, magari inserendo nell'area oggetto di tassazione anche spazi che oggi scopriamo non tassabili, non ha diritto ad un rimborso?» è il leitmotiv rilanciato durante l'incontro al Portone. «In caso di versamenti eccedenti il dovuto - replica Ferrieri - o ancora eventuali errori dei nostri uffici, documentazioni alla mano, le aziende possono chiedere il rimborso che, se dovuto, sarà liquidato dal Comune». Resta un dubbio: come sarà possibile verificare se le autocertificazioni, risalenti ad esempio agli anni 2004 e 2005 (quelli ad alto importo di tassazione, ndr) rispondono effettivamente al vero, visto che un controllo sullo stato passato dei piazzali, fatto oggi, risulterebbe complicato?
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
