Il Tirreno

Versilia

È morto a Cuba Massimo Giorgetti

Roy Lepore
Massimo Giorgetti (a destra)
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Massimo Giorgetti (a destra)

Colpito da ictus il noto ristoratore già patron di Siroco e Massimo

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 VIAREGGIO. E' morto all'Avana di Cuba dove si era trasferito ormai da dodici anni, Massimo Giorgetti, noto ristoratore viareggino.  Giorgetti, 66 anni ma ancora prestante, era molto conosciuto in città. Negli anni d'oro della sua professione aveva gestito due locali molto noti, prima il Siroco ai bagni Genova e poi Massimo su viale Buonarroti a Città Giardino.  Per qualche anno Massimo (il ristorante è il vecchio Petrolle, per chi ricorda il passato viareggino) era stato uno dei ristoranti di pesce più rinomati della città e dell'intera Versilia. In ogni caso i suoi locali erano sinonimo di signorilità e buon gusto, al di là della qualità della cucina.  Massimo Giorgetti era anche uno sportivo. Lo si ricorda come ottimo allenatore di calcio. Aveva infatti guidato le formazioni di calcio negli anni '70-80 del Marco Polo, della Vigor e della Torrelaghese.  Giorgetti a Cuba è stato stroncato da un ictus, inutili le cure. In questo momento molto triste lo ricordano con affetto gli amici di sempre. Da Daniele «Dede» Vecciani a Nicola Guidotti da Roberto Del Pistoia a Riccardo Lisi. E ancora Andrea Donati, Aldo Chiarini, il parrucchiere viareggino Mimmo.  Uno dei personaggi più noti della ristorazione viareggina, Daniele «Dede» Vecciani, ha iniziato la sua attività di ristoratore proprio sotto la guida di Massimo Giorgetti.  «In pratica mi ha insegnato questo mestiere - racconta con una certa commozione Vecciani riandando a tanti anni fa, quanto tutti erano più giovani - con tutte le sue sfaccettature. Aveva tanta passione e ci metteva l'anima in quello che faceva. Da diversi anni ormai ha lasciato Viareggio, però ci sentivamo ogni tanto. Mi dispiace molto per quello che gli è accdato. Insieme agli altri amici siamo vicini alla moglie Gabriella e ai figli Cristiana e Stefano».  «E' partito subito per Cuba appena saputa la notizia - spiega Dede Verciani - il figlio di Massimo per sbrigare le pratiche burocratiche per il rientro in Italia in quanto le intenzioni sono quelle che riposi nel cimitero cittadino».  Perchè Cuba è bella e affascinante, ma nessuno può dimenticare la propria terra.

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