Il dolore
Denuncia la figlia per un giro di droga: in tre a processo
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VIAREGGIO. Un atto d'amore, che alla signora è costato tantissimo: denunciare la propria figlia per cercare di strapparla a un giro brutto, bruttissimo. È quanto ha fatto una donna viareggina, dando il via a una maxi-inchiesta su traffico di droga che ora è arrivato (almeno per alcuni imputati) di fronte al giudice monocratico. La vicenda è stata ripercorsa nelle sue linee portanti dal carabiniere che seguì l'inchiesta. Che, davanti al magistrato Nidia Genovese, ha raccontato come a far partire gli accertamenti fu la denuncia di una signora, preoccupata per i comportamenti e lo stato di salute della figlia, dopo che quest'ultima aveva cominciato a frequentare Alexandro Francesconi, uno dei tre imputati del processo (gli altri sono Paolo Passaglia e Ilaria Andreotti, mentre ulteriori indagati hanno già definito la propria posizione). Secondo la mamma, la figlia aveva cominciato ad assumere con regolarità eroina. E a niente serviva l'impegno della signora per farle frequentare il Sert di Pietrasanta: il più delle volte, infatti, la ragazza nemmeno si presentava agli appuntamenti. I militari, ricevuta la segnalazione, cominciarono un minuzioso lavoro d'indagine, composto da un lato da un nutrito numero di intercettazioni telefoniche e, dall'altro, da appostamenti "in strada". Uno sforzo dalla quale emerse una rete di spacciatori, italiani ed extracomunitari, e un'ancora più nutrita platea di acquirenti di droga (soprattutto eroina, ma anche coca) in tutta la Versilia. E spesso la ragazza veniva utilizzata anche nella fase della consegna dello stupefacente. Come avvenne, ad esempio, quando Francesconi fu visto "passare" qualcosa a un uomo in macchina, per poi dileguarsi su un'auto guidata proprio dalla fidanzata. Oppure quando l'uomo, già agli arresti domiciliari, venne pizzicato mentre usava la compagna a fare consegne sotto casa. Il processo, dopo la deposizione del teste di polizia giudiziaria, è stato rinviato al prossimo 12 aprile.
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