Il Tirreno

Versilia

TRUFFA CON L’ARTE

Ciancilla va al contrattacco

<b>UDIENZE.</b> Il tribunale al Marco Polo
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UDIENZE. Il tribunale al Marco Polo

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 VIAREGGIO. «Non ci sono misteri nell'acquisto di quella casa». A difendersi, con dichiarazioni spontanee, è Ricardo Omar Ciancilla, presidente del Forte dei Marmi calcio, imputato insieme a Marco Antignano con l'accusa di truffa e falso per aver acquistato una casa sul lago Maggiore pagando con cambiali "taroccate" e quadri falsi (fra gli altri anche alcuni Picasso).  Secondo quanto riferito da Cincilla, Giuseppe Amarante (l'ex proprietario della casa) aveva un rapporto d'affari consolidato con Antignano. «E ha denunciato il fatto solo dopo che la guardia di finanza ha perquisito la sua abitazione, trovando un vero e proprio museo di 400 opere d'arte false. Insomma, secondo me - ha attaccato Ciancilla - l'ha fatto solo per giustificarsi di avere quelle opere in casa». Amarante, infatti, insieme ad Antignano e Ciancilla, è imputato in un altro processo di fronte al tribunnale collegiale di Lucca con l'accusa di associazione a delinquere finalizzata alla contraffazione.  Ciancilla ha poi spiegato anche il ruolo di un tale Herrere, che avrebbe controfirmato la procura a vendere: «Si tratta semplicemente di un mio socio d'affari». La sentenza sarà emessa il prossimo 12 aprile.

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