Sicurezza
«Altissimo, il tunnel mette a rischio le falde acquifere»
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SERAVEZZA. La paura, alla fine, è sempre quella: che il marmo scavato dalle nostre montagne prenda direttamente la strada dell'esportazione. Un timore che il Comitato usi civici della montagna seravezzina avanza anche per il progetto di maxiescavazione in galleria presentato dalla Henraux per il monte Altissimo. Un'impresa che - secondo il coordinatore del comitato Pietro Conti - non è affato esente nemmeno da rischi per l'ambiente. «Bisogna essere chiari - spiega Conti -: il tunnel non è di per sé ecocompatibile. Anzi. L'inchiesta sulla Macchietta ha sottolineato che ci sono grossi problemi per le falde acquifere. E poi non dimentichiamoci che alla base dell'Altissimo c'è la Polla del Serra, che ancora la Henraux non ha ripulito». Oltre alle questioni di rispetto dell'ambiente (ricordiamo che siamo in area contigua del Parco), ci sono almeno un altro paio di capitoli che lasciano più di un dubbio al comitato seravezzino. Il primo riguarda direttamente la proprietà del complesso dell'Altissimo: 9 chilomentri quadrati su 39 complessivi del comune di Seravezza. Conti parte da lontano, dall'anno 1988: «Allora la Regione Toscana deliberò individuando l'Altissimo come proprietà collettiva. La Henraux fece opposizione e da lì cominciò il processo di fronte al tribunale degli usi civici a Roma». Una vicenda trascinata lungo gli anni, ma che ora è in attesa della decisione definitiva da parte del giudice. E al tavolo, proprio negli ultimi tempi, si è seduto anche il terzo incomodo fra Henraux e Comune: per l'appunto il comitato per gli usi civici. «La vertenza non è conclusa- ricorda Conti -: e se Carmignani (il direttore del centro di geotecnologie dell'Università di Siena, ndr) scrive di un'area di proprietà dell'Henraux lo fa solo allo stato attuale». In secondo luogo, Conti focalizza l'attenzione su un tema caro anche ai sindacati: quello della filiera e dell'utilizzo del marmo ricavato dalle Apuane. «Da questo punto di vista, secondo noi - spiega il coordinatore del comitato - Henraux è nuna componente poco affidabile. Chiariamoci subito: noi non siamo contrari all'escavazione tout court. Ma siamo decisamente contrari a quella che abbiamo chiamato "carrarizzazione": vale a dire puntare sull'estrazione dei blocchi che poi vendono venduti al massimo come semilavorati. Con buona pace della filiera». Secondo Conti, il rischio è che l'intera operazione si riduca in un beneficio solo per l'Henraux e non per l'intera comunità: «Vorrei sapere - è l'ultimo interrogativo posto dal coordinatore del comitato - perché all'aumento del personale previsto in cava non corrisponde un aumento proprorzionale in piano, dove il marmo dovrebbe essere lavorato». ALTRO SERVIZIO A PAG. 13
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