Sicurezza
A Capezzano si torna a pagare in lire
Una singolare iniziativa del «Gallo della Checca»
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CAPEZZANO PIANORE. Qualcuno si è già presentato e ha pagato il caffè in lire. Perchè da ieri al mitico Gallo della Checca si può pagare un caffè ma anche una bella bottiglia di vino anche con le vecchie lire. Un'iniziativa abbastanza divertente in quello che è uno dei più frequentati locali di tutta la Versilia. Un scrigno caldo di bontà. «Ho deciso di accettare di nuovo le lire - racconta Sauro Pardini, 62 anni, notissimo titolate del locale - perchè ho letto una dichiarazione di Tremonti che spiegava come ci fossero ancora in giro 4 miliardi e mezzo di lire. E ho anche visto che un bar di Forlì con questa iniziativa ha raccolto un buon incasso». Sauro è personaggio estroso, non nuovo ad iniziative promozionali particolari, ma questa - annunciata con tanto di cartello - è mirata non solo ai nostalgici. «Io faccio in un qualche modo un servizio - spiega Pardini - perchè le vecchie lire che incasso, poi sarà mio compito andarle a cambiare in euro alla banca d'Italia a Livorno. Quindi un doppio guadagno per chi ancora le ha». L'euro è in vigore dal 2001, ma solo nei primi tempi è stato possibile cambiare i soldi in tutti gli sportelli bancari del territorio. Ora bisogna presentarsi alla filiale più vicina della Banca d'Italia e dopo le chiusure di Massa e Lucca, l'ufficio più vicino è quello di Livorno». Ma Sauro non pensa certo di incassare grandi cifre. «Per me è soprattutto un'iniziativa promozionale, per far partare di me e del locale». Sembra esserci riuscito se la notizia si è sparsa in un baleno. Il Gallo della Checca è comunque uno dei locali più straordinari della Versilia. Perchè è frequentato dai grandi artisti che bazzicano la zona, come dalla gente del popolo. La qualità del caffè è finita sulla Guida dei bar d'Italia del Gambero Rosso. Anzi sono ormai 5 anni che la casa editrice dei foodisti segnala il Gallo. E' famoso per la sua piccola enoteca in fondo al locale ma anche per le sue divertenti scritte. Al riguardo ai clienti che si soffermano troppo sui quotidiani, ad esempio, c'è un cartello che ammonisce: «Chi legge il giornale per più di 10 minuti è pregato di farlo ad alta voce». Oppure «se fossimo tutti uguali, saremo anche toghi». Usando un termine del vernacolo capezzanese ormai in disuso e per questo ancora più poetico. Togo, per i noi camaioresi, significa buffo. Però sulla qualità dell'espresso non si discute e poi via con gli aperitivi. Il più celebre è l'aperigallo. Una miscela segreta che è in voga da bedn 37 anni. «Non lo tolgo dalla lista - conclude Sauro che ricordiamolo nasce come barman di grande qualità - perchè continuano a chiedermelo. La composizione: diciamo che è segreta, soprattutto nelle dosi». Anche per l'aperigallo - naturalmente - è possibile pagare in lire. Però, e purtroppo, non coi vecchi listini. Insomma non pensiate di pagare un espresso mille lire, ma praticamente due. E così capirete quanto ci è costata - in termini d'acquisto - la conquista della moneta unica europea. C.B.
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