Sicurezza
LINTERVENTO
Viareggio recuperi l'identità
Angelo Dionigi Fornaciari architetto
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VIAREGGIO. «Articolo stimolante quello sul decoro urbano. Ma anche rattristante perché sta accadendo un qualcosa che da tempo covava e che, per molti aspetti, già era scorto in anni precedenti. Pensare che proprio sulla correttezza, nonché addirittura signorilità, la Viareggio del centro città costruita dai nostri nonni si esibiva ai nostri occhi nel suo aspetto quasi più vero - quinte di case basse e piante al limitare dei marciapiedi - e non c'era bisogno di vedere le grandi opere della Passeggiata per assaporare una certa forma di orgoglio cittadino. Tale degrado è il riflesso di una città che ha perso il suo vanto dopo che molti operatori hanno, con scarse capacità culturali e cupidigia imprenditoriale, già usato violenza di un segno neo classico simile per tutte le abitazioni. Chiaro senso di comunità della gente che queste abitazioni prima aveva costruito e poi abitato. Tutta l'opera di Mario Tobino o i saggi di Cesare Garboli parlano di questo. Monicelli vantava ancora la fisicità di una Viareggio diversa, Mario Marcucci la filtrava attraverso le sue opere. Questa analisi vuol significare dunque che, oltre alla crisi economica, per il meccanismo causa-effetto, il problema sta proprio nella sempre crescente perdità di identità culturale di una comunità che non si riconosce più come tale. È naturalmente automatico che esistano dunque facciate come quella del garage e dell'abitazione diroccata di via Verdi, l'ex hotel di via Machiavelli eccetera a cui va aggiunta purtroppo una totale mancanza di "opere di ordinaria manutenzione" di strade e marciapiedi. L'attuale regolamento edilizio imporrebbe prescrizioni per il decoro estetico e ambientale: ogni proprietario deve mantenere il proprio edificio in ogni sua parte in buono stato di conservazione, soprattutto per quanto riguarda la stabilità delle strutture e il decoro; qualora gli edifici e relative aree di pertinenza non presentino le condizioni di decoro richieste o non rispondano alle esigenze di sicurezza, il dirigente pubblico potrà imporre ai proprietari l'esecuzione delle necessarie opere. Ma come si può comprendere, non è più un problema di ordinanze o di regolamenti scritti e approvati ma di un'azione progressiva di recupero di identità, coscienza di una cultura molto seria e profonda. Entrambe vanno rivitalizzate attraverso una consapevole rivalorizzazione storica.
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