Il Tirreno

Versilia

«Niente tassa, ma azioni per il turismo»

Il Molo affollato di turisti
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Il Molo affollato di turisti

L'intervento e le proposte di Caprili (Sinistra Arcobaleno)

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 VIAREGGIO. Tassa di scopo, sul conto dei turisti, per il bene della città? L'idea rilanciata dalle pagine del "Tirreno" trova contrario e scettico Milziade Caprili, capogruppo della Sinistra Arcobaleno. Che scrive: «Su chi si scaricherebbe il costo della tassa all'interno di un sistema turistico non competitivo per prezzi e servizi?».  E, questa la seconda domanda, «a chi dovremmo mettere in mano queste ipotizzabili nuove risorse?». Una questione di metodo ed una di merito, dunque. Perché - continua l'intervento - «c'è un dato di fatto tanto paradossale quanto negativo: vorrà pur dire qualcosa per tutti se la pubblicazione di uno qualsiasi dei commenti anni' 80 potrebbe benissimo venir scambiato per un articolo fresco di giornata. I problemi sono ancora tutti lì, con l'aggravante del tempo trascorso così che ad antiche occasioni mancate se ne sono aggiunte altre e più nuove. Due esempi, dai giornali di questi giorni: "la Repubblica" ospita un articolo nel quale si scrive delle fascette dei libri e come esempio vengono citate quelle che fanno riferimento ai premi letterari Strega e Campiello. Del Viareggio nemmeno una benché minima citazione. Ancora: su "il Venerdì" si parla del progetto realizzato da Oscar Niemeyer (uno dei più grandi architetti di sempre, quello di Brasilia per intenderci) inaugurato ad Avilès (la terza città delle Asturie fino ad ieri). Progetto gratuito, vorrei chiarire. Ebbene, mi domando se sia stata tentata la strada di affidare il progetto del teatro di Puccini ad una qualche grande firma dell'architettura mondiale così che la costruzione stessa divenisse un valore culturale a sé. Certo è un problema di risorse. Non solo di quantità, però. Fatti salvi il sole, le giornate di festa e una condizione economica delle famiglie in grado di poter serenamente affrontare la spesa di una vacanza, ci sono cose da fare, strade da tentare?».  Tra le ricette Caprili ne sceglie due, una di carattere nazionale (una legge di riforma del sistema turistico) e una locale: «Non vedo, realisticamente, altra strada che non sia un accordo-protocollo tra pubblico e privato: sulle politiche ed iniziative pubbliche non coordinate e non organiche; su quale immagine siamo in grado di proiettare sul mercato turistico italiano e all'estero e, in questo settore, non si potrebbe proporre all'aeroporto di Pisa, oggi così importante, di divenire noi la località di mare collegata? E, ancora: quale decoro e presentazione deve avere una città in generale e, massimamente, una città turistica? Quale politica dei prezzi? Quali investimenti nelle strutture ricettive per renderle sempre più adeguate alla richiesta? Domande-proposte su cui si potrebbe lavorare, con i tempi della cronaca e non della storia».

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