Il Tirreno

Versilia

Secondo il legale, i manufatti sarebbero stati condonati: «Annullate il progetto della rotatoria»

«I nostri locali non sono abusivi»

Marco Pomella
<b>RIVOLUZIONE IN VISTA.</b> Macchine in transito sul Ponte di Sasso
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RIVOLUZIONE IN VISTA. Macchine in transito sul Ponte di Sasso

Kama Kama e Ponte di Sasso alla Provincia: rischiamo di scomparire

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 CAPEZZANO. «Non c'è nulla di abusivo e rinnoviamo l'invito alla Provincia di Lucca di annullare il progetto della rotatoria». Il braccio di ferro intrapreso dalle due attività che rischiano di scomparire dall'incrocio via Sarzanese-via Provinciale non cala d'intensità. La discoteca Kama Kama e il bar-ristorante Osteria Ponte di Sasso tornano infatti a scrivere all'ente tramite il loro legale Franco Micheli.  La storia riguarda il progetto per la zona del Ponte di Sasso a Capezzano. Lì la Provincia avrebbe in mente (ed ha già annunciato il via ai lavori prima della fine del 2011, tramite l'assessore all'ambiente Silvano Simonetti e quello ai lavori pubblici Emiliano Favilla) di rifare il ponte, intervento necessario per la messa in sicurezza di tutta l'area contro il rischio esondazioni. Ma l'idea è anche quella di rivedere l'intero assetto viario dell'area: via il semaforo e, al posto dell'incrocio, una grande rotatoria che funga anche da raccordo con la (futura) strada alternativa per Camaiore e con via delle Bocchette.  L'area dove dovrebbe passare questa rotatoria però è proprio quella dove lavorano due storiche attività. Una discoteca, il Kama Kama, che lavora soprattutto nei fine settimane e in estate, e un bar-ristorante, l'Osteria Ponte di Sasso, che lavora dalle colazioni alle cene tutti i giorni.  Le due attività commerciali, tramite il loro legale, già ad inizio dicembre avevano scritto al Comune e alla Provincia per chiedere un dietro-front nel progetto. La risposta ufficiale non è mai arrivata.  Però tramite il nostro giornale il Comune (con l'assessore alla viabilità Mauro Santini) aveva chiaramente fatto intendere che quell'opera non è considerata affatto una priorità dall'attuale amministrazione.  La Provincia invece aveva ribadito l'importanza dell'opera. Anzi l'assessore Favilla aveva aggiunto: «Le opere di cui stiamo parlando sono abusive, quindi non hanno alcun diritto di stoppare o rinviare i lavori».  L'avvocato Micheli, a seguito del nostro articolo, torna a scrivere alla Provincia. Ribadendo il proprio no ad un intervento che comporterebbe «la demolizione e la scomparsa di due locali storici».  Questa volta però allega anche altri due documenti, con i quali intende dimostrare che i manufatti in questione non sono affatto abusivi. O meglio lo erano, ma ormai non lo sono più.  Il casottino ad uso ripostiglio e biglietteria, così come il parcheggio, le recinzioni, i camminamenti e i gazebo sono stati sanati (pagando, sottolinea Micheli) nel 1986. Quasi dieci anni dopo invece (1996) furono realizzati, dietro regolare rilascio del permesso a costruire, quattro uscite di emergenza e cancelli con maniglie antipanico.  Insomma di abusivo, tra il bar e la discoteca, non c'è niente, secondo il loro legale. Per questo, alla luce del fatto che tra le opere del Comune non rientra quella rotatoria e alla luce del fatto che quella zona, da regolamento urbanistico, non è stata riservata alla viabilità bensì ad attività per il tempo libero e l'accoglienza turistica, tornano a chiedere alla Provincia di annullare il progetto per la futura rotatoria.  Il braccio di ferro insomma, a suon di missive e carte bollate, è appena iniziato.

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