Il Tirreno

Versilia

LA FAMIGLIA

All'obitorio arrivano i fratelli «Interrotto il sogno di Rajmonda»

Roy Lepore

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 VIAREGGIO. Sono arrivati all'obitorio dell'ospedale Versilia nel tardo pomeriggio i fratelli della donna: Klejd, il maggiore, insieme ad un amico e a Kreshnik, il minore, che poco dopo è stato accompagnato da due carabinieri.  Quest'ultimo si è recato nella stanza dove è stata effettuata l'autopsia per poter sbrigare le ultime pratiche burocratiche necessarie a avere il nulla osta per il rilascio del corpo della sorella. Il giovane poco dopo ha accusato un lieve malore: probabilmente non ha retto l'emozione nel vedere la sorella stesa e senza vita su un piano di marmo di una sala dell'obitorio. «Rajmonda era una brava ragazza - dice Klejd -: faceva del bene a tanta gente e si prodigava nell'aiuto agli anziani».  Con compostezza lui e l'amico hanno aspettato che terminasse l'autopsia, seduti in sala di attesa e rispondendo al telefonino per dare notizie agli altri parenti che erano rimasti a casa ansiosi di sapere l'esito del controllo sul corpo di Rajomonda. Si sono voluti rendere conto personalmente in che modo è morta la donna, hanno avuto alcune informazioni da parte del medico legale, Stefano Pierotti, che insieme con i colleghi di parte ha eseguito l'autopsia. Si sono potuti fare così un'idea di come è morta la sorella e amica in quella tragica mattina del 31 dicembre scorso.  «Noi ci sentiamo italiani a tutti gli effetti - dice l'amico della donna -: siamo in Italia ormai da diversi anni e ci siamo integrati bene a Viareggio. Non ci voleva quello che è accaduto. Rajmonda non ha avuto purtroppo il tempo di iniziare a lavorare nell'attività che voleva intraprendere. Purtroppo è morta prima che potesse realizzare quello che voleva fare. In questi giorni abbiamo sentito e letto alcune cose sul suo conto che non corrispondono tutte alla verità. Purtroppo lei non c'è più e in questo momento è la cosa che fa più male, perchè se ne è andata una persona giovane e mamma di due bambini piccoli».  La mamma e i fratelli di Rajmonda che l'hanno seguita a Viareggio dopo il suo arrivo circa dieci anni fa si sono integrati bene in città. Non si sarebbero mai aspettati che potessero ritrovarsi protagonisti di una tragedia come quella che è capitata per l'ultimo dell'anno, un giorno in cui la maggior parte della gente festeggia, e invece Rajmonda ha perso la vita nella casa dove era andata a vivere otto anni fa insieme al marito Francesco e ai due bambini.

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