Il Tirreno

Versilia

Triangolino, lavori per 3,5 milioni Si cercano banche

Donatella Francesconi
<strong>L’AREA.</strong> Il pezzo di spiaggia in uso alla Viareggio porto
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L’AREA. Il pezzo di spiaggia in uso alla Viareggio porto

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VIAREGGIO. Tre milioni e mezzo ed una gara per trovare la banca che si voglia "imbarcare" nei lavori per il porto turistico del Triangolino, almeno quelli "base" per iniziare a far fruttare la concessione, stritolata dallo stop arrivato, ormai più di un anno fa, dal Consiglio di Stato per la gara della privatizzazione della Viareggio porto.  Il cui presidente, Alessandro Volpe, è assolutamente convinto che «avviare il grosso dei lavori si possa davvero fare». Tanto che il progetto è pronto «ed un paio di banche si sono già dette interessate. Anche se per arriva in fondo serve una gara europea». L'idea è quella di poter predisporre «una banchina da utilizzare come rimessaggio».  Anche se gli uffici del demanio marittimo (dirigente Angelo Bertolucci) hanno già espresso - continua Volpe - «parere negativo. Sostenendo che la concessione prevede lo sfruttamento della banchina solo a lavori dell'approdo terminati. Non capisco perché, invece - è il quesito di Volpe - in porto ci siano banchine utilizzate per rimessaggio senza che la concessione lo preveda...».  La Viareggio porto - è la tesi che Volpe va ripetendo, inascoltato, da mesi - può fare da sola: «Gli ormeggi ripagano in tempi rapidi gli investimenti fatti. E di posti barca c'è sempre bisogno». Perché se è vero che la produzione all'ombra dei capannoni «è al 20% di quel che si lavorava qualche anno fa», è altrettanto vero «che di barche da ormeggiare ce ne sono sempre tante».  E allora, insiste Volpe, perché non ipotizzare uno scenario «di partecipazione ampia di tutta la cantieristica alla Viareggio porto ed ai suoi progetti?». Cantieri come soci della società pubblico-privata: «Va solo trovato il meccanismo giuridico per realizzare l'operazione», continua il presidente Volpe. Mosso da una sola considerazione: «C'è bisogno di posti per le grandi barche, dai 30 metri in su, che ci sono e ci saranno sempre».  Nel mentre che l'amministrazione comunale continua a meditare sul da farsi (gara o non gara? gara a due o a più soggetti? tutto privato o tutto pubblico?) Volpe ha avviato alcuni lavori sull'area in concessione: «Ho spostato il muretto di confine con la Sasit - spiega il presidente - ridisegnando la zona esattamente per quello che è il dovuto che devo pagare al Comune. Ho stabilizzato il terreno ed ora devo montare la rete sul muretto».  Una volta finito, la società pubblico-privata sarebbe pronta «per istallare una catenaria, come avevo già chiesto in occasione del Campionato di classe Star, così che la Viareggio porto possa trarre da quest'area in concessione reddito sufficiente per farcela da sola».  Sui progetti di Alessandro Volpe e più in generale sul porto cittadino, incombe ora la decisione della Regione, lanciata verso la costituzione di un'Autorità portuale. Una prospettiva che non spaventa il presidente della Viareggio porto: «Lo svantaggio per la città si avrebbe solo se si verificasse una totale esclusione dalla gestione del porto. Ma non mi sembra che si vada in questa direzione». I tempi che la Regione si è data per portare la delibera in consiglio sono brevi: si parla di marzo, ma si dice che il provvedimento slitterà.  Sui lavori al Triangolino, invece, è chiamato a breve ad esprimersi il Tar, dopo il ricorso presentato dalla cooperativa Minerva in merito alla proroga del permesso a costruire (la scadenza è tra pochi giorni) concessa un anno fa dal Comune alla società presieduta da Alessandro Volpe.

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