Il Tirreno

Versilia

I vicini sotto choc scoprono la verità dai telegiornali

L.C.
<b>TESTE CHIAVE.</b> Alice Mengali
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TESTE CHIAVE. Alice Mengali

La mattina del 31? Nessuno era in casa, così Francesco ha potuto caricare il corpo

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 STIAVA. All'ora di pranzo la televisione della famiglia Giannecchini è sintonizzata sul telegiornale che parla di Rajmonda e Francesco. Come tante altre in Versilia e in Italia, con la differenza che qui siamo a pochi passi dalla porta, ora sigillata, della casa dove Rajmonda ha trovato la morte.  In questo piccolo gruppo di case abbarbicato sulla collina ieri non c'era quasi nessuno: né gli inquirenti e i giornalisti che per giorni hanno "bivaccato" lì davanti, né i vicini, tra cui ci sono anche testimoni (vedi la teste chiave Alice Mengali). E forse proprio in questo "silenzio" si nasconde un piccolo tassello di questa grande tragedia: la spiegazione di come Francesco Quinci sia riuscito, in pieno giorno, a caricare il corpo della moglie in auto senza farsi scoprire: «Guardi, qui quella mattina non c'era praticamente nessuno in caso per via delle feste». Con un po' d'attenzione e un pizzico di fortuna, quindi, sarebbe stato possibile per Quinci compiere la macabra manovra.  Le dichiarazioni dell'uomo hanno sconvolto chi abita nella zona. Perché anche se è vero che i due venivano sentiti spesso litigare, anche se è vero che - come confida un uomo - lei veniva vista rientrare a notte fonda, l'epilogo di Capodanno sembra essere qualcosa di estraneo alla natura di una frazione ai piedi delle colline. «Era sempre gentile, avevamo rapporti di buon vicinato», spiegano i Giannecchini. Che ora - come tanti - hanno una preoccupazione: quella per i due piccoli, altre vittime della tragedia di Stiava.

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di Redazione web