Gioco
Lavvocato Antongiovanni annuncia: nomineremo anche noi un perito per lautopsia
I bimbi sono stati divisi fra le famiglie Il maschietto è con i nonni paterni
Corrado Benzio
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DIFESA. Il legale Antongiovanni A destra, il laboratorio dei Quinci 3 MINUTI DI LETTURA
VIAREGGIO. Il bambino è coi nonni paterni. La bambina è in queste ore con la nonna materna. Divisi anche dopo la morte della mamma. Divisi - i figli di Francesco e Rajmonda - come era loro accaduto in queste feste di fine 2010. Il figlio, 8 anni, è arrivato a mezzanotte a Pisa dalla vacanza presso dei parenti in Sicilia. A prenderlo in aeroporto è andato il nonno Quinci. La bambina, 3 anni, è dalla madre di Rajmonda che vive a Viareggio. Una famiglia stimata, conosciuta in città quella dei Quinci. Una famiglia che non nega di essere stata da tempo ai ferri corti con questa nuora albanese. Con questa donna piacente che sognava di fare la regina delle discoteche. Dove del resto l'aveva conosciuta Francesco, ormai tanti anni fa. Una famiglia che ora sta cercando soprattutto di proteggere i nipoti e difendere nel miglior modo possibile il figlio. Si sono affidati ad un penalista di lungo corso come Carlo Alberto Antongiovanni, ma sono andati anche oltre. Lucia, sorella di Francesco (per tanti Antonio) prima della confessione-sfogo ha parlato a lungo con il fratello: «Sfogati, racconta tutto» gli ha detto nella lunga veglia che ha preceduto la verbalizzazione. Più defilato Carlo. «Mi hanno detto: avvocato ci affidiamo a lei - racconta Antongiovanni che con l'avvocato Nicoletti difende l'uomo accusato di uxoricidio - stanno male e piangono, soprattutto il nonno. Forse stamani andrò a parlare con loro - continua il penalista - per fare anche il punto e spiegare la strategia difensiva». Antongiovanni ha deciso che anche loro nomineranno un perito di parte per seguire l'autopsia sul corpo di Rajmonda, programmata per domani pomeriggio all'ospedale Versilia. L'esame autoptico - a cui spesso si dà eccessiva importanza - in questo caso potrebbe essere veramente decisivo per le sorti dell'uomo. Se venisse confermata l'ipotesi fatta dal marito (alla quale gli inquirenti non credono e infatti procedono per omidicio volontario) per Quinci si potrebbe prospettare l'omicidio preterintenzionale (dal latino: al di là delle intenzioni), con una pena estremamente lieve rispetto ai 30 anni di carcere che rischia con l'omicidio volontario. I prossimi giorni saranno quindi decisivi per Quinci. Soprattutto se l'autopsia non riuscisse ad avvalorare completamente l'ipotesi accusatoria (lo strangolamento). Su questo fronte c'è da tenere presente una cosa importante: che il cadavere di Rajmonda è stato esposto alle intemperie per più di una settimana. Anche se il freddo pungente delle Apuane - la cosa è già stata confermata - ha rallentato i fenomeni degenerativi a cui viene sottoposto un cadavere, a partire dalla decomposizione. Ma questo sono le cose di domani. Intanto la famiglia Quinci piange. Per una ragazza che ha fatto una fine violenta, per un figlio in carcere con un'accusa infamante e per quei due nipotini che di fatto sono ormai senza i due genitori. E allora la famiglia Quinci dovrà ricominciare da quei ragazzi che portano il loro nome. La prima decisione riguarda la scuola: domani non ci sarà il rientro dopo le vacanze.
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