Il Tirreno

Versilia

Una litigata prima di scomparire

Matteo Tuccini
I carabinieri hanno usato anche i cani per setacciare i terreni sulla collina dietro la casa dei Quinci Di fianco l’attesa sull’uscio di casa mentre i Ris sono al lavoro
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I carabinieri hanno usato anche i cani per setacciare i terreni sulla collina dietro la casa dei Quinci Di fianco l’attesa sull’uscio di casa mentre i Ris sono al lavoro

La vicina: «La mattina del 31 toni alterati tra Rajmonda e Francesco»

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MASSAROSA. Sono le 9,30 dell'ultimo giorno del 2010. Rajmonda e Francesco sono in casa e stanno parlando. Ma il tono della discussione è alto. È un litigio vero e proprio. Una vicina li sente: all'inizio pensa che sia il solito battibecco, uno dei tanti negli ultimi giorni. Qualcosa, però, la fa insospettire. «La voce di Rajmonda era alterata - afferma Alice Mengali, che abita nella casa accanto ai Quinci - ho capito che i due bimbi non c'erano, altrimenti immagino che avrebbero pianto. A un tratto ho pensato che fosse meglio alzare la cornetta e chiamare i carabinieri. Ma non l'ho fatto».

Alice, quel giorno, deve partire per le vacanze. Torna a Stiava la sera del 3 gennaio. Poche ore prima - ma lei non lo sa - Francesco Quinci si è recato dai carabinieri di Viareggio per denunciare la scomparsa della moglie. I militari contattano Alice, così come hanno fatto con gli altri vicini, conoscenti e familiari. Le chiedono cosa sappia della coppia e se abbia sentito qualcosa di particolare nei giorni precedenti. Lei racconta quello che sa. E capisce di poter essere la testimone chiave di una vicenda intricata, un nuovo giallo che sta inquietando la Versilia. Perché da otto giorni Rajmonda Zefi non dà più notizie di sé. «Avevano problemi, come tanti». Alice abita da due anni nel nucleo di casette alla Gulfa; il suo lavoro è gestire un ristorante a Pietrasanta assieme al fidanzato. Come ogni coppia giovane escono di casa al mattino e vi fanno ritorno la sera tardi. Dei Quinci ha l'immagine che si può avere di persone che vedi e saluti tutti i giorni, ma con cui non hai molta confidenza.  «Mi sembrano una famiglia come tante - racconta Alice - con i loro problemi, anche se forse in quest'ultimo periodo ce n'era qualcuno in più. Lui è un ragazzo serio e tranquillo, lei una bella ragazza, affettuosa con i figli. Quando l'ho vista l'ultima volta? Era prima di Natale. Mi sembrava un po' stanca, anche se non ho idea per quale motivo. Non so che tipo di lavoro facesse: ho sentito che collaborava con qualche discoteca ma non mi risulta che facesse un vero e proprio lavoro da pr. So che tornava tardi la sera». 

Telecamere fasulle.
Nel corso della giornata si diffonde una voce: qualcuno ha tagliato i fili dell'impianto di videosorveglianza. Rendendo impossibile l'eventuale registrazione di qualsiasi tipo di movimento. Ma il maggiore Andrea Pasquali smentisce questa ipotesi: «In realtà - afferma Pasquali - anche se ci sono delle telecamere e c'è una targhetta che ricorda la loro presenza, manca l'impianto di registrazione». In sostanza - secondo quanto affermano i militari - si tratterebbe di un semplice trucco per scacciare i malintenzionati, peraltro comune in diverse abitazioni.  Anche per quanto riguarda il cartello Vendesi, apposto davanti alla casa, gli inquirenti e i vicini smentiscono che si trattasse di una decisione legata alle difficoltà matrimoniali dei coniugi. Pare che il cartello fosse lì da un anno.

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