Il Tirreno

Versilia

«Il mercato "spezzato" non va»

Marco Pomella
«Il mercato "spezzato" non va»

Roberto Lari: il problema vero sono il traffico e i parcheggi

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CAMAIORE. Traffico impazzito, parcheggi selvaggi, cali di affluenza e di guadagni. La nuova collocazione del mercato del venerdì piace a pochi. «Troppo dispersivo, senza alcuna attenzione per la viabilità», denunciano diversi residenti, ambulanti e persino negozianti di Camaiore. Anche se non tutti sono d'accordo.  Chi è più scontento di tutti è chi si trova, con negozio o col banco, in piazza Romboni. Il mercato che, infatti, fino a poco tempo fa era ospitato in via di mezzo, oggi (da quando è partita la "sperimentazione" del Comune) è diviso in tre tronconi: una parte su via Vittorio Emanuele, parte in piazza XXIX Maggio, parte al Prado.

«Di solito - dice Marco Orsi, l'edicolante - vendo circa 130 copie del Tirreno. Con il caos che mi hanno creato qui davanti, invece, il venerdì ne vendo una decina al massimo». Gli fa eco Rino Bertola, del bar Il Prado: «Sono le 11.45 e ho ancora il banco delle paste pieno. Di solito, a quest'ora sono già belle che finite». E' d'accordo anche il titolare del vicino distributore di benzina. «Con le code che hanno creato qui davanti - dice - il venerdì incasso il 50% in meno del solito». E di sicuro sono d'accordo quei cittadini che, scendendo in auto, ad esempio da Vado, da Nocchi, da Casoli o da Lombrici, devono per forza passare per Portanuova (sarebbe interessante sapere anche i residenti di quella zona cosa ne pensano).

Ieri, a metà mattinata il traffico era impazzito. E ieri, per fortuna, le scuole erano ancora chiuse.  Anche gli ambulanti che si trovano in piazza Romboni non sono contenti. «Con questa collocazione dispersiva - dice, ad esempio, Giuseppe Cuturri del banco dell'intimo - siamo un po' tutti penalizzati. Il mercato ha senso quando si trova raccolto, non diviso in tronconi». Idee simili le troviamo parlando con altri ambulanti, come Claudio Gemignani, Daniele Fiaschi, Roberto Salvini. Tutti indicano una possibile soluzione: che il mercato torni, in doppia fila, lungo viale Oberdan, com'era fino a qualche anno fa.  Scontento anche chi si trova in piazza XXIX Maggio. Soprattutto, perché da qualche settimana i banchi occupano metà piazza.  Prima, per intenderci, i banchetti formavano un cerchio. Ora terminano a T. «E di gente qui - dicono gli ambulanti - ne passa molta meno».  Non tutti, però, la pensano così. I commercianti di via di Mezzo, ad esempio, sembrano contenti. «Il mercato così funziona - dice Roberto Lari, presidente del centro commerciale naturale - Quello che andrebbe rivisto è il sistema della viabilità e dei parcheggi».  Anche chi col banco ha avuto via di Mezzo, come location, non si lamenta affatto. Lì, comunque, il passaggio di gente c'è sempre. E in diversi sostengono che l'attuale collocazione è quella perfetta, e che il calo di gente è dovuto soltanto alla crisi.  La gente che ne pensa? I più sembrano interdetti.  «Non capisco - ci dice una residente, Luisa Lepore - perché hanno disperso in questo modo i banchi. Ci sono dei buchi enormi tra un banco e un altro. Non ha senso; il mercato è bello quando è raccolto».

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