Sicurezza
Quella festa a cui non è mai arrivata
Matteo Tuccini
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MASSAROSA. Nessuna traccia rilevante, per ora. Né nella casa di Stiava, né nell'auto del marito. E un'idea che ormai si è fissata come un chiodo nella testa degli investigatori: Rajmonda non aveva motivi per allontanarsi volontariamente. E se li avesse avuti, avrebbe avvertito i suoi affetti. Dai figli - un bimbo di 8 anni e una bambina di 3, che ora sono col padre - alla mamma e al fratello, che da qualche anno vivono a Viareggio, a due passi da qui. E, certo, anche il suo sposo.
Quel telefono muto. È passata quasi una settimana da quando Rajmonda Fezi, 30 anni, è stata vista per l'ultima volta. Era la mattina del giorno di S. Silvestro: ha parlato col marito, Francesco Quinci, 36, e poi è uscita. Aveva organizzato il veglione alla discoteca Piper di Viareggio, assieme ai suoi amici. Ma a quella festa non è mai arrivata.
Da allora il suo cellulare non dà segni di vita. E la sua auto, una Toyota Corolla, è ferma nel parcheggio davanti all'abitazione di via Matteotti. Sono questi due elementi, uniti al fatto che Rajmonda non ha dato notizie di sé, a far temere che le possa essere accaduto qualcosa di brutto.
Qualcosa non quadra. I carabinieri continueranno a perlustrare l'abitazione dei Quinci e l'Honda Civic del marito. Secondo i militari, qualcosa non quadra nella testimonianza fornita dall'uomo. Gli uomini guidati dal maggiore Andrea Pasquali hanno ascoltato gli amici e i familiari di Rajmonda, oltre che i vicini che abitano nel nucleo di casette alla Gulfa. E - secondo fonti vicine agli inquirenti - ci sarebbero delle discordanze tra le dichiarazioni. Da qui la decisione di sequestrare la casa e l'auto alla ricerca di eventuali piste.
Gli uomini dell'Arma, comunque, stanno vagliando più ipotesi. Anche quella che porta a legami potenzialmente pericolosi. Perché i Quinci sono una famiglia a posto, ma si sa che si fa presto a mettersi nei guai. Specialmente quando si è giovani. E come già affermato dal marito al Tirreno, il timore che un malintenzionato possa aver portato via Rajmonda per qualche rivendicazione forse non è una frase buttata lì.
Quel telefono muto. È passata quasi una settimana da quando Rajmonda Fezi, 30 anni, è stata vista per l'ultima volta. Era la mattina del giorno di S. Silvestro: ha parlato col marito, Francesco Quinci, 36, e poi è uscita. Aveva organizzato il veglione alla discoteca Piper di Viareggio, assieme ai suoi amici. Ma a quella festa non è mai arrivata.
Da allora il suo cellulare non dà segni di vita. E la sua auto, una Toyota Corolla, è ferma nel parcheggio davanti all'abitazione di via Matteotti. Sono questi due elementi, uniti al fatto che Rajmonda non ha dato notizie di sé, a far temere che le possa essere accaduto qualcosa di brutto.
Qualcosa non quadra. I carabinieri continueranno a perlustrare l'abitazione dei Quinci e l'Honda Civic del marito. Secondo i militari, qualcosa non quadra nella testimonianza fornita dall'uomo. Gli uomini guidati dal maggiore Andrea Pasquali hanno ascoltato gli amici e i familiari di Rajmonda, oltre che i vicini che abitano nel nucleo di casette alla Gulfa. E - secondo fonti vicine agli inquirenti - ci sarebbero delle discordanze tra le dichiarazioni. Da qui la decisione di sequestrare la casa e l'auto alla ricerca di eventuali piste.
Gli uomini dell'Arma, comunque, stanno vagliando più ipotesi. Anche quella che porta a legami potenzialmente pericolosi. Perché i Quinci sono una famiglia a posto, ma si sa che si fa presto a mettersi nei guai. Specialmente quando si è giovani. E come già affermato dal marito al Tirreno, il timore che un malintenzionato possa aver portato via Rajmonda per qualche rivendicazione forse non è una frase buttata lì.
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