Il Tirreno

Versilia

Ora l'Africa si sente abbandonata

Luca Basile
Il quartiere Africa si sente abbandonato dalla politica pietrasantina
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Il quartiere Africa si sente abbandonato dalla politica pietrasantina

Quartiere in degrado con il problema delle Poste, aperte solo due giorni la settimana

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 PIETRASANTA. «L'amministrazione comunale può e deve risolvere le problematiche che segnaliamo: non stiamo chiedendo niente di impossibile». La missiva critica, indirizzata a Lombardi&co, arriva dall'associazione «Noi per il Quartiere», riferimento della frazione Africa. «Conviviamo con tanti, troppi disagi quotidiani: sindaco e assessori ci ascoltano, ma poi non fanno niente. Neppure mettono mano alle questioni a più basso costo. E allora poi è inutile lamentarsi se ai loro incontri partecipano pochi cittadini».  Un po' di delusione, nella gente, è innegabile e questo ci dispiace perché c'erano aspettative. Di certo la nostra non è una protesta politica, ma ci limitiamo a rendere pubblico il malessere di molti residenti» afferma Alessandro Bibolotti referente della stessa associazione.  Viabilità. «Un problema datato è quello che riguarda l'incrocio fra le vie Primo Maggio e Bernini: chi attraversa, in quella sede - spiega Bibolotti - le strisce pedonali, lo fa a proprio rischio e pericolo, perché siamo in presenza di una semicurva e non vi è un'adeguata segnalazione. Abbiamo chiesto agli amministratori e al comandante dei vigili urbani di porre rimedio a questa situazione prima che ci scappi il morto. Ci sono già stati troppi incidenti in zona e bisogna fare presto».  Pinetina. In stato di semi- abbandono anche uno dei pochi spazi verdi della frazione.  «Servirebbe un minimo di nuova piantumazione, nella nostra pinetina, così come sarebbe decoroso ed utile posizionare una nuova fontana che fra l'altro un privato - Alvaro Pesetti, ndr - è pronto a mettere a disposizione. Non ci sembra che quello che chiediamo sia un investimento «impossibile», a livello economico, eppure i nostri amministratori fino a questo momento si sono limitati ad ascoltare senza prendere alcun provvedimento. Questi sono i fatti».  Scuola. L'entrata e l'uscita degli alunni dalle scuole di frazione è nervo, da tempo scoperto, in chiave sicurezza.  «Ma perché, ci chiediamo, il vigile di servizio se ne sta nei pressi della scuola e non va a fare rimuovere, come normativa impone, le auto lasciate in sosta vietata lungo via della Svolta? Fra l'altro, sempre in quello spazio, per chi parcheggia è prevista anche la rimozione del mezzo. Di conseguenza ci sono obiettivi problemi di intralcio al traffico e ancora di sicurezza per i bambini che escono dal plesso didattico. Problemi di sicurezza che riguardano anche gli adulti» rilancia Bibolotti.  Cassonetti bruciati «Nella piazzola ecologica della frazione sono già stati bruciati due cassonetti: atti vandalici beceri, lo sappiamo bene - rilanciano da Noi per la Frazione -, ma che non sono isolati, visto che sempre in questa sede viene accatastato rifiuto improprio di vario genere e frantumati materiali. Perché non posizionare una videocamera di sorveglianza in modo da individuare chi non rispetta le regole del vivere comune?».  Poste. Anche l'ufficio postale di zona è motivo di disagio.  «Due giorni alla settimana il servizio resta chiuso al pubblico. Perché? Abbiamo fatto sentire la nostra voce in ogni dove - racconta ancora Bibolotti - per avere le poste aperte sempre nella nostra frazione. Alla fine abbiamo ottenuto un risultato importante, ma oggi ci troviamo di fronte ad un parziale disimpegno. Questo ci preoccupa anche perché l'ufficio è molto utilizzato dai residenti che non so no pochi. Siamo pronti a dare il via ad una raccolta di firme, per far si che non si vada, con il tempo, verso un'ulteriore riduzione dell'orario di apertura».  Del resto il problema delle Poste più o meno efficienti riguarda tutta la Versilia storica.  

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