Il Tirreno

Versilia

Verso le elezioni. Il partito di Berlusconi tiene la linea sul nome di Monaco

Il Pdl dice addio alla Lega Nord

Simone Tonini
<b>MUNICIPIO.</b> Il Comune di Seravezza
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MUNICIPIO. Il Comune di Seravezza

Mutti: «Così è impossibile pensare a una lista unica»

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 SERAVEZZA. «Le condizioni indispensabili per formare una sola lista sono venute meno». Il PdL, attraverso il coordinatore Valeriano Mutti, ufficializza la spaccatura con la Lega dopo le dichiarazioni di Vincenzo Capovani sulla candidatura di Monaco. La decisione è stata presa nella riunione che il PdL ha tenuto mercoledì sera.  Capovani chiedeva di rivedere il nome del candidato sindaco, altrimenti venivano meno le condizioni per una lista unica. La Lega infatti teme uno scollamento tra il centrodestra e importanti realtà associative del territorio (specialmente della piana) che non si sentirebbero rappresentate da Monaco. «Il Popolo della Libertà di Seravezza, primo partito del comune con oltre il 38% alle ultime politiche - spiega Mutti- in merito alle prossime elezioni comunali ha assunto una posizione d'assoluta disponibilità nel confronto con i partiti e movimenti presenti sul territorio al fine di concepire una larga e compatta alternativa all'attuale amministrazione di sinistra. Tale disponibilità ha predisposto il Pdl ad affrontare con tutti gli interessati, la questione della candidatura a sindaco. Non necessariamente targate col proprio simbolo. Lo ha fatto con onestà intellettuale e con spirito di servizio, convinto che il risultato elettorale avrebbe potuto riconoscere tale verità.  «Condizione essenziale - prosegue il coordinatore del PdL - era la costruzione di un fronte in una sola lista, contro la sinistra che governa Seravezza. Ad oggi, nostro malgrado, non possiamo fare a meno di registrare taglienti dichiarazioni di chiusura da parte di coloro che ritenevamo essere potenziali alleati (la Lega, ndr) e di avvertire malcelati tentativi d'egemonia di un passato non più proponibile. Pertanto, prendiamo atto con dispiacere di non essere graditi, e che le condizioni indispensabili per formare una sola lista sono venute meno». Il PdL però lascia aperto uno spiraglio: «A tal proposito, confermando la nostra disponibilità a individuare la soluzione più ampia possibile, come coordinatore responsabile del partito, mi vedo costretto a riaprire un tavolo di confronto dove sia confermato il ruolo del Pdl indicato dall'elettorato, e la dignità d'appartenenza al partito alla quale non intendiamo rinunciare».  Dunque, fuori dal politichese, il PdL vuole dettare i ritmi del centrodestra seravezzino, forte del consenso elettorale. Adesso la palla passa alla Lega: la strada verso le comunali è ancora lunga.

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