Proteste
Il centro città cade a pezzi
Donatella Francesconi
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Basta guardarsi intorno, come fanno i commercianti di via Garibaldi: quell'edificio che ospitò il successo di "Vargas" parrucchiere è oggi un pugno nell'occhio e si piazza in testa alla classifica del degrado cittadino. E non se la passano meglio altre zone della città.
Viareggio non ha un Regolamento urbanistico. Il lavoro della giunta Marcucci, passato in eredità a quella Lunardini, giace nei cassetti più o meno sforbiciato, più o meno ritoccato. Tra i "nodi" da sciogliere anche quello relativo al destino degli edifici del centro città: solo recupero, era l'obiettivo della passata amministrazione; anche interventi più radicali, di divisione degli spazi, sembra essere l'indirizzo dato ai tecnici dell'attuale assessore Roberto Bucciarelli. Intanto, però, basta guardarsi intorno: facciate che cadono a pezzi, corti invase da erbacce, palazzi nei quali trova rifugio chi non ha un tetto, e via elencando. Insomma, edifici che hanno visto tempi migliori. Come testimonia il rapporto della polizia municipale, redatto in estate ma senza che nei mesi successivi seguissero interventi di rilievo. Dello stato di alcuni immobili di proprietà comunale abbiamo dato conto qualche settimana fa, su segnalazione della consigliera comunale Isalaiana Lazzerini. I vigili hanno effettuato una serie di accertamenti, dai quali - si legge nella relazione - «sono emerse 56 situazioni di degrado di varia gravità». In particolare, «quindici edifici in cui sono possibili, se non già in atto, intrusioni a scopo di bivacco da parte di persone non aventi titolo e 27 in cui la fatiscenza dell'immobile non è consono al contesto urbano di raffronto». In quattordici casi, invece, «il degrado è più lieve» ma sempre degrado è. Alle schede redatte dalla polizia municipale sono allegate foto e caratteristiche dello stato dell'edificio. Di quello ex Vargas, all'angolo tra via Battisti e via Garibaldi, si legge: «L'immobile presenta intonaco sgretolato e porzione di canale mancante, cavi elettrici staccati, vetrine al piano terra tappezzate di manifesti. È stato oggetto di segnalazione, numero di protocollo 40506 del 16 giugno 2010 per l'inottemperanza al vigente regolamento edilizio». Via Verdi. Altro edificio storico è il garage di via Verdi, angolo via Pucci. Al momento, scrivono i vigili, «risulta ancora utilizzato come garage». Lo stato di conservazione è «mediocre» e l'immobile «presenta cornicioni cadenti e facciata fatiscente con intonaco scrostato». Nella stessa strada, al civico 222, c'è quel che resta di una vecchia abitazione. L'edifico è «in rovina», come accertano i vigili, e non è abitato. L'immobile - si legge nella scheda - «presenta canala mal ridotta, mancanza di grondaia, portone con ante leggermente aperte ma legate da catena e lucchetto, intonaci insesistenti, cavi staccati, interni cadenti».
Via XX settembre. Al civico 22 della strada che collega stazione e Passeggiata c'è una palazzina con giardino il cui stato viene definito come «in rovina». L'edificio non è abitato, nel giardino ci sono «erbacce, cumulo consistente dei detriti edili, muro di fabbrica con numerosi buchi per scatole elettriche, l'intonaco scrostato, una porzione di canale mancante».
Regina Margherita. Sul viale a Mare, zona prestigiosa anche per i prezzi proposti, all'angolo con via Modena (civico 41) c'è quel che resta di un edifico storico. Che la relazione della polizia municipale così descrive: «L'immobile presenta l'intonaco delle facciate scrostato, cornicione con intonaco mancante e ferri di armatura scoperti, porte chiuse da tavole di compensato».
Via Machiavelli. Ancora in centro, al 230 di via Machiavelli, c'è un ex hotel, "la Paloma", il cui stato viene definito «pessimo» dai vigili che così lo raccontano, con tanto di foto: «Vetri rotti, portone con vetro rotto ma legato con catenaccio chiuso da lucchetto, grondaia rugginosa mancante di pezzi, intonaco scrostato». Non è l'unica struttura ricettiva dismessa, nel centro città, a mostrarsi come peggio non si potrebbe: in via Battisti al 236 l'ex pensione Esmeralda si "merita" questa scheda: «Ampie porzioni di intonaco mancante, persiane rotte, persiana della porta di ingresso chiusa con catena e lucchetto, canala e grondaie rotte, cornicione in pessimo stato».
Le vostre segnalazioni. Se anche nel vostro quartiere ci sono esempi simili di degrado, potete segnalari al "Tirreno" all'indirizzo di posta elettronica viareggio.it@iltirreno.it allegando le foto in formato jpg.
Viareggio non ha un Regolamento urbanistico. Il lavoro della giunta Marcucci, passato in eredità a quella Lunardini, giace nei cassetti più o meno sforbiciato, più o meno ritoccato. Tra i "nodi" da sciogliere anche quello relativo al destino degli edifici del centro città: solo recupero, era l'obiettivo della passata amministrazione; anche interventi più radicali, di divisione degli spazi, sembra essere l'indirizzo dato ai tecnici dell'attuale assessore Roberto Bucciarelli. Intanto, però, basta guardarsi intorno: facciate che cadono a pezzi, corti invase da erbacce, palazzi nei quali trova rifugio chi non ha un tetto, e via elencando. Insomma, edifici che hanno visto tempi migliori. Come testimonia il rapporto della polizia municipale, redatto in estate ma senza che nei mesi successivi seguissero interventi di rilievo. Dello stato di alcuni immobili di proprietà comunale abbiamo dato conto qualche settimana fa, su segnalazione della consigliera comunale Isalaiana Lazzerini. I vigili hanno effettuato una serie di accertamenti, dai quali - si legge nella relazione - «sono emerse 56 situazioni di degrado di varia gravità». In particolare, «quindici edifici in cui sono possibili, se non già in atto, intrusioni a scopo di bivacco da parte di persone non aventi titolo e 27 in cui la fatiscenza dell'immobile non è consono al contesto urbano di raffronto». In quattordici casi, invece, «il degrado è più lieve» ma sempre degrado è. Alle schede redatte dalla polizia municipale sono allegate foto e caratteristiche dello stato dell'edificio. Di quello ex Vargas, all'angolo tra via Battisti e via Garibaldi, si legge: «L'immobile presenta intonaco sgretolato e porzione di canale mancante, cavi elettrici staccati, vetrine al piano terra tappezzate di manifesti. È stato oggetto di segnalazione, numero di protocollo 40506 del 16 giugno 2010 per l'inottemperanza al vigente regolamento edilizio». Via Verdi. Altro edificio storico è il garage di via Verdi, angolo via Pucci. Al momento, scrivono i vigili, «risulta ancora utilizzato come garage». Lo stato di conservazione è «mediocre» e l'immobile «presenta cornicioni cadenti e facciata fatiscente con intonaco scrostato». Nella stessa strada, al civico 222, c'è quel che resta di una vecchia abitazione. L'edifico è «in rovina», come accertano i vigili, e non è abitato. L'immobile - si legge nella scheda - «presenta canala mal ridotta, mancanza di grondaia, portone con ante leggermente aperte ma legate da catena e lucchetto, intonaci insesistenti, cavi staccati, interni cadenti».
Via XX settembre. Al civico 22 della strada che collega stazione e Passeggiata c'è una palazzina con giardino il cui stato viene definito come «in rovina». L'edificio non è abitato, nel giardino ci sono «erbacce, cumulo consistente dei detriti edili, muro di fabbrica con numerosi buchi per scatole elettriche, l'intonaco scrostato, una porzione di canale mancante».
Regina Margherita. Sul viale a Mare, zona prestigiosa anche per i prezzi proposti, all'angolo con via Modena (civico 41) c'è quel che resta di un edifico storico. Che la relazione della polizia municipale così descrive: «L'immobile presenta l'intonaco delle facciate scrostato, cornicione con intonaco mancante e ferri di armatura scoperti, porte chiuse da tavole di compensato».
Via Machiavelli. Ancora in centro, al 230 di via Machiavelli, c'è un ex hotel, "la Paloma", il cui stato viene definito «pessimo» dai vigili che così lo raccontano, con tanto di foto: «Vetri rotti, portone con vetro rotto ma legato con catenaccio chiuso da lucchetto, grondaia rugginosa mancante di pezzi, intonaco scrostato». Non è l'unica struttura ricettiva dismessa, nel centro città, a mostrarsi come peggio non si potrebbe: in via Battisti al 236 l'ex pensione Esmeralda si "merita" questa scheda: «Ampie porzioni di intonaco mancante, persiane rotte, persiana della porta di ingresso chiusa con catena e lucchetto, canala e grondaie rotte, cornicione in pessimo stato».
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