Il Tirreno

Versilia

Giocatore aggredito a bastonate

Paolo Lombardi
Una gara del Pietramarina in una foto d’archivio
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Una gara del Pietramarina in una foto d’archivio

E' successo al Pedonese mezz'ora dopo il termine di Pietramarina-Lammari

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 PIETRASANTA. Un gravissimo episodio è accaduto ieri pomeriggio, mezz'ora dopo il triplice fischio della partita PietrasantaMarina-Lammari Mario Micheli, prima giornata del girone di ritorno del campionato di Eccellenza terminata 0-0 giocata al campo.  Vittima dell'aggressione è stato il giovatore Emanuele Guzzo, 35 anni, difensore centrale della compagine capannorese ed ex professionista di una certa fama, avendo giocato con le maglie di Lucchese, Rondinella, Pisa, Pistoiese, Fiorentina, Cosenza e Cassino.  Guzzo era appena uscito dagli spogliatoi del campo Pedonese a Marina di Pietrasanta (la partita era finita in pareggio giocata alle 14,30) e stava dirigendosi verso l'auto quando è stato aggredito da quattro persone - due delle quali identificate come calciatori del PietrasantaMarina - che hanno iniziato a colpirlo con un oggetto di legno (molto probabilmente il semplice manico di un ombrello, visto che pioveva abbondantemente).  Per i dirigenti del Lammari Mario Micheli un manganello, per il presidente della compagine versiliese il semplice manico di un ombrello.  Per evitare il peggio si sono catapultati a difesa del calciatore il tecnico gialloblu Stefano Fracassi, il ds Vittorio Andreoni, il dirigente Massimo Quilici e lo stesso patron del Pietrasantamarina, il popolare Carlo Ciaponi.  Anche loro sono stati colpiti rifugiandosi tutti negli spogliatoi mentre i quattro si dileguavano.  Una ingiustificata aggressione visto che la partita era rimasta sempre sui binari dell'agonismo senza mai trascendere.  Sul posto è intervenuta anche una pattuglia del commissariato di Forte dei Marmi che ha verbalizzato il racconto di alcuni testimoni.  Guzzo, sotto choc, è stato accompagnato a casa mentre la società sportiva Lammari Mario Micheli ha presentato denuncia indicando in due calciatori gli autori dell'atto di violenza e chiedendo, senza ottenerle (dichiarano i dirigenti del Lammari al giornale), le fototessere di dirigenti e calciatori del PietrasantaMarina per individuare con certezza anche gli altri due protagonisti del gesto.  Chiaramente la versione dei dirigenti del Lammri è straziante.  «In tanti anni di calcio non ho mai visto una cosa del genere. - sostiene Vittorio Andreoni, direttore sportivo del Lammari - un atto premeditato gravissimo. Abbiamo già informato il presidente della Figc toscana Fabio Bresci. Chiediamo la squalifica dei due calciatori, la penalizzazione del PietrasantaMarina e la vittoria a tavolino. È stata una gazzarra intollerabile che fa male al calcio. Certa gente non è degna di giocare».  Il presidente del PietrasantaMarina, Carlo Ciaponi, pur confermando alla polizia l'aggressione ai danni di Guzzo da parte di almeno un calciatore della sua squadra, cerca di stemperare i toni: «Mi sono messo in mezzo anch'io quando ho visto un mio tesserato colpire con un manico d'ombrello l'avversario. Sono dispiaciuto e amareggiato. Episodi del genere non debbono accadere, ma è sbagliato anche enfatizzare la vicenda».  Ma cosa ha scatenato l'aggressione al giocatore lucchese mezz'ora dopo fine gara? Dovrebbe essere la «vendetta» a freddo per un presunto colpo di gioco. Anche quello sembra, fatto a freddo.  Ora dal campo Pedonese si passerà alle aule del Tribunale.

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