Attenzione
Lavori anche alle cabine: «Se ci sarà la gara, speriamo che questo conti...»
Bagno Pardini, un piano in più «È la risposta alla Bolkestein»
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OGGI E DOMANI. Sopra, i lavori al bagno Pardini A sinistra il rendering del progetto 3 MINUTI DI LETTURA
LIDO. Lavori in corso per il bagno Pardini, uno dei più longevi stabilimenti della costa lidese. Da un mese circa sono partiti gli interventi: per ora è stato scoperchiato tutto, presto però sorgerà un piano in più. E' il terzo stabilimento di Lido - con il bagno Alberta e il Romanza - ad aver avviato ora degli interventi di un certo peso. A lido insomma il signor Bolkestein pare fare meno paura che altrove. Gli interventi del bagno Pardini sono quelli previsti nel piano degli arenili del Comune. Si tratta di un ampliamento in verticale: la struttura, dalla prossima primavera, avrà un piano in più. Per ora è stata rimossa tutta la copertura dell'intera struttura centrale del bagno e delle cabine. «Appena il tempo lo permetterà - spiega uno dei titolari dello stabilimento (e presidente del consiglio comunale) Pier Francesco Pardini che gestisce la struttura assieme al padre Gianfranco - cominceremo a rinforzare la parte già esistente con alcune colonne. Su queste sarà bullonato lo scheletro per le strutture amovibili per il piano superiore». Al primo piano si avranno così altri 120 metri quadri, come al pianterreno. «Stando alle norme - dice Pardini - avremmo potuto fare tre miniappartamenti. Abbiamo invece optato per avere solo una casa di guardianaggio, ma più grande. Del resto io qui ci sono cresciuto». Nell'intervento rientra anche il completo restyling della parte interna della struttura, il vagone cabine e le docce. Il tetto del nuovo fabbricato sarà completamente rivestito in legno. I lavori sono iniziati lo scorso 22 novembre e dovrebbero terminare - tempo permettendo - il 30 aprile prossimo. In realtà però in cantiere c'è anche dell'altro. «Stiamo chiedendo i permessi - dice Pardini - anche per il restyling della parte esterna del bagno. L'idea è quella di realizzare, all'ingresso, un piccolo laghetto con un ponte per accedere». A realizzare gli interventi sono le ditte Cavani Co.mo.ter e la CAP (costruzioni ad alte prestazioni) di Pian di Coreglia in Garfagnana. Il bagno Pardini ha una lunga storia. «Inizialmente si chiamava bagno Derna - racconta Pierfrancesco Pardini - e nel '64 lo rilevò la mia famiglia, mio nonno Francesco in particolare. Un paio d'anni dopo cambiò nome, bagno Patrizia, in onore di mia zia. Io, con mio padre, l'abbiamo rilevato nel 1999 e dal 2000 si chiama bagno Pardini. La scorsa estate abbiamo festeggiato 10 anni col nuovo nome». Ma ha senso investire ora, con la scure della Bolkestein che aleggia sulle teste dei concessionari? «Forse no, forse sì. Il dubbio lo abbiamo avuto fino a pochi minuti prima di partire con i lavori. Ma questa è la nostra vita, la nostra passione e a questo progetto lavoriamo da anni. Continuiamo a sperare che l'asta non ci sia mai. Ma se ci fosse, speriamo almeno che gli investimenti fatti vengano riconosciuti tra i criteri di assegnazione. Un ragionamento simile credo l'abbiano fatto il bagno Alberto e il bagno Romanza, che infatti stanno investendo in questo momento».
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