Il Tirreno

Versilia

Raffica di furti a Capezzano

Marco Pomella
La vetrina spaccata del Gallo della Checca
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La vetrina spaccata del Gallo della Checca

Spuntano telecamere e i negozi pagano la vigilanza notturna

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CAPEZZANO. Il caso più eclatante è quello successo un paio di mesi fa. Quando ad una coppia di neo-sposini, proprio mentre festeggiavano al ristorante, hanno svuotato la casa, compresa quella dei suoceri. Ma di piccoli episodi criminali (vandalismi, taccheggi, spaccio di banconote false, tentativi più o meno riusciti di scasso) Capezzano ne conta in abbondanza. Tanto che i commercianti della zona si stanno attrezzando con videosorveglianza all'interno dei loro negozi. Il problema dei furti a Capezzano era esploso, con rabbia, la scorsa estate. Quando i residenti in gran numero avevano preso parte ad un'assemblea pubblica indetta dalla circoscrizione e denunciato tanti piccoli o grandi episodi. Sono passati sei mesi, ma poco è cambiato. «Da allora si vedono molto più spesso le pattuglie di carabinieri e polizia - dicono tutti - ma i furti continuano ad esserci».  Lo sa bene la coppia di sposini che, come regalo di nozze, si sono visti svuotare l'intera abitazione, proprio nel giorno del matrimonio. Approfittando della loro permanenza al ristorante, i ladri hanno anche fatto "visita" alla vicina casa dei genitori di lui: svuotata anche quella. E addio a corredi e lista di nozze.  Ma lo sa bene anche Sauro Pardini, titolare del bar storico di Capezzano "Gallo della Checca". «In sei mesi - racconta - mi hanno rubato 8 volte in casa». E, se non bastasse, a metà dicembre qualche vandalo gli ha spaccato con una mazza la vetrina laterale del bar (del danno restano ancora oggi ben visibili i segni).  Non sono solo le case, infatti, ad essere prese di mira.  «Sempre più spesso i negozi della zona - dice Antonio Tofanelli, presidente del centro commerciale naturale - subiscono episodi di taccheggio. Portano via poche cose: una borsetta, una maglietta, un profumo. Ma sta diventando una costante». Tanto che gli esercenti si stanno organizzando. «Paghiamo la vigilanza notturna, ma abbiamo installato telecamerine interne ai negozi. Io l'ho già fatto e molti mi hanno imitato o lo faranno presto. Con la videosorveglianza ne abbiamo "beccati" diversi. In genere entrano in due: uno distrae la commessa, l'altro arraffa quel che può. Ma c'è chi è abile anche da solo». Ma Capezzano «forse perché siamo gente semplice, di origine contadina, sempre pronta all'accoglienza - ipotizza Tofanelli - sta diventando l'Eldorado di qualsiasi malintenzionato». «Un paio di settimane fa - racconta ancora Tofanelli - sono passati due tizi, con banconote false. Alcuni di noi avevano la macchinetta e se ne sono accorti. Ma qualcuno ci ha rimesso: hanno pagato con almeno 4 banconote false da 100 euro in 4 negozi diversi».  Presi di mira anche gli anziani. «Spesso - dice il presidente del centro naturale - passano finti commessi di Enel, Telecom e di queste ditte grandi. Se riescono ad intrufolarsi in casa, per l'anziano di turno sono guai». Non vengono, infine, risparmiate neanche le auto. Addirittura, nei giorni scorsi, hanno tentato di aprire e rubare una macchina ferma a bordo strada, con un chiaro cartello sul cruscotto che indicava che era guasta.

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