Gioco
La lettera. Il caso delle maxi bollette Tarsu
«Premiati gli evasori Rimborsi a chi ha pagato?»
Massimo Galleni artigiano del marmo
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Come artigiano del settore marmo e come rappresentante di Artigianart, sento di fare alcune considerazioni sulla vicenda Tarsu. Insieme ad altri membri del consiglio nel 2004 organizzammo una serie di incontri con l'ufficio tributi, per cercare di capire il metodo con cui (a nostro pare ingiusto) veniva applicata questa esosa tassazione alle aziende del nostro settore. In quegli incontri cercammo di dimostrare che il settore dell'artigianato ne usciva penalizzato perché pagava già per lo smaltimento della marmettola, per lo smaltimento degli inerti (scaglie) e per lo smaltimento dei rifiuti speciali e che, nel mio settore "scultura" le aziende per vari fattori dovuti alle dimensioni delle opere, ai tempi lunghi di lavorazione, sono costretti a usufruire di grandi spazi, ma che in questi non si produceva una quantità di spazzatura giustificabile al costo di 4.12 circa. Facemmo notare quanto in proporzione alle nostre bollette avrebbero pagato le grandi aziende ecc... in questi incontri ci venne detto chiaramente che moltissime aziende nel settore risultavano evasori totali. Sembrava impossibile modificare questa tassazione, ma da li a breve, su nostra insistenza l'amministrazione modificò il regolamento portando dal 2006 la tassa dovuta a 1,92 per le parti coperte e 0,24 per i piazzali, ma applicando a questi il metodo di valutazione del vuoto per pieno. Oggi assistiamo a questo invio di bollette per il recupero, certamente giustificato per legge e dovuto, nel rispetto di chi ha sempre pagato, ma non possiamo fare a meno di far notare quante contraddizioni ci sono. Per legge le aziende hanno l'obbligo di denunciare all'ufficio tributi la loro posizione, consegnare planimetrie e documenti richiesti, su queste planimetrie l'ufficio calcola poi la tassa dovuta. Questo è quanto ho fatto io da imprenditore e hanno fatto molte altre aziende, e su queste l'ufficio ha calcolato la tassa che noi stiamo pagando regolarmente da anni. Quello che però emerge è che l'ufficio non ha mai tassato i piazzali di queste aziende. Hanno sbagliato all'epoca o sbagliano ora a chiedere agli evasori totali l'importo anche sui piazzali? Se oggi si decide di applicare delle riduzioni per tagliare queste bollette inviate facilitando così " l'evasore" allora è giusto che si trovi la possibiltà di rimborsare chi ha sempre pagato! Il dirigente ha detto che detrarrà (alle aziende che ne faranno richiesta su presentazione di una planimetria ben dettagliata) dai piazzali i metri quadrati occupati dai blocchi dalle lastre e dai parcheggi, mentre all'interno detrarrà gli spazzi occupati dai macchinari calcolando anche lo spazio dell'operatore. Se così fosse gli artigiani (scultori) hanno diritto di non pagare un euro, primo perché come dice Da Prato il materiale nei nostri piazzali è deposito di lavorazioni e non commercio, poi perché al'interno di un capannone (es. settore scultura), lo spazio è tutto occupato da blocchi in fase di lavorazione per diventare statue e restano li mesi o addirittura anni. Alla fine risulterebbe una detassazione del 90%. Bene! Questo è quello che noi chiedevamo nel 2003 ma che solo oggi sembra emergere. Domanda: chi ha sempre pagato ha la possibilità oggi di presentare una planimetria dettagliata e accedere ad un rimborso? Escludendo poi dai piazzali le superfici dove vi sono blocchi, lastre depositate, il parcheggio auto, sorge un'altra domanda. Visto che nella maggioranza dei casi si tratta di grandi piazzali con deposito per il commercio, la stessa cosa va fatta per i depositi interni ai capannoni? Vi sono aziende che hanno una esposizione esterna di blocchi e lastre e una interna! Ma allora, perché gli artigiani pagano sulla galleria che anch'essa è un deposito di marmi in attesa di essere venduti?
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