Sicurezza
In trappola nel parcheggio conteso di via Trieste
◗
IL CARTELLO. Così è indicato il park pubblicoLa sbarra va giù, scatta la denuncia. Lisandra Biagini: è un'area di sosta per tutti
3 MINUTI DI LETTURA
VIAREGGIO. La guerra del parcheggio, in via Trieste all'angolo con via Coppino, dove resiste uno spicchio di area a sosta libera. Una manciata di stalli, nell'area che il condominio "Coppino" rivendica per sé ma che, invece, dal 2006 è dotata del cartello blu con la "P" bianca ad indicare la sosta pubblica. L'ultima battaglia, alla vigilia di Natale, si è conclusa con una denuncia sul tavolo dei carabinieri. Come testimonia Lisandra Biagini, ex presidente della circoscrizione Darsena, voce storica del quartiere. «Il 23 sera è ricomparsa la sbarra, tirata giù. Ed il giorno dopo una persona che doveva partire per Roma è rimasta blocca con l'auto nel parcheggio». Biagini squaderna le carte: il 17 febbario 2006, con una comunicazione inviata anche alla circoscrizione oltre che all'amministratore del condominio, il Comune (settore 11, patrimonio concessioni) consegna il diniego per la proroga di sbarra al parcheggio pubblico. L'allora dirigente, avvocato Mario Salmieri, intima al condominio di «rimuovere a propria cura e spese, la sbarra e relativi meccanismi elettrici e meccanici entro il 15 marzo 2006». All'ufficio lavori pubblici, l'atto «ordina di delimitare i parcheggi pubblici con apposita segnaletica». In realtà la vicenda va avanti da anni. Nel dicembre 2005 (evidentemente gli animi si scaldano a Natale) alla richiesta di proroga per la rimozione della sbarra, intimata nel giugno dello stesso anno, il Comune (dirigente Mauro Lucchesi) concede un paio di mesi «al solo fine - si legge nel provvedimento - di decidere la modalità di vendita o concessione dell'area da parte dell'amministrazione comunale». Nel frattempo, però, Lucchesi «ordina all'amministratore del condominio di mantenere la sbarra aperta garantendo l'uso pubblico del parcheggio». Sulla vendita dell'area - ricorda Biagini mostrando la documentazione - «la circoscrizione aveva espresso parere negativo nello stesso anno». Nel 2003, quando la vicenda inizia, era stata la stessa circoscrizione ad acquisire le planimetrie per verificare lo stato di terreno pubblico dello spazio riservato alla sosta sul retro dello stabile che si affaccia su via Coppino. Ottenendo, all'epoca, due risposte da due uffici diversi: l'ufficio infrazioni edilizie che tramite Santino Caruso decreta che «dalle verifiche fatte l'area risulta essere privata», tanto che è stata rilasciata «regolare autorizzazione di passo carrabile»; e la polizia municipale, dalle cui indagini - scrive Biagini il 19 aprile 2005 - «è stato appurato che trattasi di parcheggio pubblico». Come indicato nelle planimetrie. Claudia Pardini è l'amministratore del condiminio "Coppino": «Escludo - dichiara interpellata al telefono - che la sbarra possa essere stata tirata giù di recente. E anche se fosse accaduto è priva di collegamento elettrico e di meccanismo che la blocca. Insomma, anche se è giù, quella sbarra può essere alzata con un dito...». Un quadro contestato da Lisandra Biagini: «C'è una denuncia ai carabinieri: fino a che non è scesa una persona dagli uffici in grado di sbloccare la sbarra, nemmeno i militari sono riusciti a smuoverla...». Alla domanda su quale spiegazione si dia per la fitta corrispondenza con il Comune, Pardini risponde: «Mi dicono che destinare quell'area a sosta pubblica è stato un errore. E che ci sono assessori che starebbero provvedendo a correggere lo sbaglio. Intanto, per quanto mi riguarda, quella sbarra deve rimanere su». «Ma quale errore!», risponde a tono Biagini: «Quello è un parcheggio pubblico, dotato perfino di cartello con l'orario dello spazzamento...A meno che il Comune non abbia effettivamente venduto l'area. Ma non esiste una documentazione che lo attesta. Tanto che più volte i commercianti della zona si sono fatti avanti, in questi anni, perché interessati all'affare». D.F.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
