Il Tirreno

Versilia

Tarsu ammazza aziende: si decide

Un piazzale di deposito del marmo
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Un piazzale di deposito del marmo

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PIETRASANTA. Il faccia a faccia venerdì alle 17 alla sede del Cosmave. Il Comune (leggi sindaco Lombardi) incontra le imprese del marmo per parlare delle cartelle della Tarsu, degli arretrati dal 2004 al 2009: in ballo c'è una cifra attorno ai sette milioni da dividere (non equamente, dipende dalla misura dei piazzali) tra circa 180 aziende. Si tratta di somme importanti. C'è una ditta ad esempio che, se non verranno modificati i criteri di calcolo, dovrebbe sborsare 800mila euro. Un'altra è in lizza per 450mila. Nell'aria comunque c'è odor di accordo con le grandi ditte. Protestano invece i piccoli artigiani.

Per un laboratorio artigiano bollette da alcune migliaia di euro possono dare una botta finale ad un sistema che, con la crisi, si basa di equilibri finanziari precari. «Nei piazzali - spiegano dal laboratorio di lavorazione Amg - noi non facciamo attività commerciale, per di più, i rifiuti che produciamo sono tutti registrati e smaltiti. Si tratta di marmettola, cocciame, carta e toner. Paghiamo due volte e sinceramente la Tarsu è fuori da ogni logica. Non siamo attività commerciali». La Amg si è vista recapitare il 20 dicembre 2 cartelle: una di 24 mila euro circa e l'altra di poco superiore agli 8 mila per un conto di 32 mila euro complessivi. «A che titolo dobbiamo pagare la Tarsu? Pietrasanta è un'isola sana da questo punto di vista; le imprese producono rifiuti, pagano lo smaltimento e registrano tutto. I rifiuti sono tracciati; è trasparente sia la quantità, sia la destinazione. Ci stanno facendo venire voglia di smettere. Subiamo troppi balzelli. Che vengano loro a lavorare al nostro posto».  Secondo l'Amg, l'amministrazione di Pietrasanta «ha applicato un principio inapplicabile al caso dei laboratori. I piazzali li usiamo per lo stoccaggio, non certo per uso commerciale. In questo caso avrebbe un senso, ma non è il nostro». 

Ma è proprio su questo che sta lavorando l'amministrazione Lombardi. Con una proposta, che illustrerà venerdì al Cosmave, con un incontro bis lunedì 10, nella sede della Cna al Portone.  «Siamo i primi a dire che i meccanismi di calcolo della Tarsu per le imprese lapidee vadano modificati, o quanto meno letti in maniera diversa - spiega il sindaco Domenico Lombardi - Non entro nei dettagli, ma in sostanza il principio su cui pensiamo di trovare un accordo con le aziende è quello che la superficie dei piazzali, interessata dalla tassa, sarà quella non occupata da materiali o attrezzature di lavoro. Vorrei fosse chiara una cosa: il Comune non può far finta di nulla, rinunciare ad esigere tasse con regolamenti approvati. Possiamo ragionevolmente discutere dei criteri di applicazione e magari vedere se è il caso, per il futuro, di cambiare le regole. Abbiamo a cuore, specie in un momento di crisi come questo, il destino delle imprese del lapideo e, quindi, ci comporteremo di conseguenza».  Il Comune ha in tasca delle proposte. Ma anche gli artigiani; da una parte tamponare il problema immediato, e dall'altro trasformare la Tarsu in Tia. «Stiamo lavorando su due binari - spiega Ugo Da Prato, presidente provinciale di Cna - da una parte trovare soluzioni meno dolorose per le imprese, e intendo, meno pesanti dal punto di vista del carico economico; dall'altro trovare, insieme all'amministrazione, soluzioni e percorsi legislativi alternativi, che permettano di sostituire la Tarsu, che è a tutti gli effetti una tassa, con la Tia. In pratica, le imprese pagano e pagheranno, per aver usufruito di un effettivo servizio di smaltimento».  Da Prato punta l'attenzione sulle imprese del lapideo.  «Ci sono settori, come il lapideo, che sono penalizzati rispetto ad altri comparti. Ci sono imprese che hanno ricevuto cartelle di decine di migliaia di euro, ed in questa fase congiunturale negativa, può tradursi nel colpo finale del ko. Nei piazzali delle imprese, per esempio, non si effettua attività commerciale, ma semplice attività di stoccaggio, dove non si producono rifiuti. Le imprese pagano, comunque, e profumatamente a caro prezzo, le superfici utilizzate, senza che però queste generino fatturato commerciale».  Intanto, la Cna ha già attivato un servizio di assistenza gratuito, presso la sede di Pietrasanta (per fissare un incontro è possibile contattare la segreteria allo 0583 4301114) apposito sulla questione Tarsu.

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