Il Tirreno

Versilia

Statua rubata: per riscatto una ciclabile

Luca Basile

L'incredibile retroscena del furto in Olanda di una scultura di Du Barry

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 PIETRASANTA. Il raid, nella sua dinamica, aveva già dell'incredibile, ma l'epilogo, o quasi, della vicenda ha addirittura i contorni del surreale.  Sta di fatto, che dietro al furto a Rheden, città olandese, la notte del 30 dicembre, della statua raffigurante la Regina Beatrice d'Olanda in bicicletta, monumento realizzato dalla scultrice Daphne Du Barry e fuso nella Fonderia Mariani, c'è addirittura una rivendicazione. «Lo abbiamo fatto, perchè nella nostra cittadina, Esloo, molte persone sono morte in diversi incidenti stradali, perchè non esiste una ciclpopista. Il sindaco si impegni a realizzarla e noi restituiremo la scultura. La nostra era e resta una protesta simbolica», è la rivendicazione di un gruppo, Club Vesuvio, che è uscito allo scoperto e che vede la propria causa sposata dalla stessa Daphne du Barry.  «Esloo si trova nel nord dell'Olanda, ad una certa distanza dal parco di Rheden, città dove era collocata la scultura. Queste persone, che sono già state identificate dalla polizia olandese, hanno prima sbullonato la base di bronzo dell'opera - che pesa 300 kg, ndr - poi, fra ghiaccio e neve, hanno fatto km per portarla in tutt'altro posto, mettendo a rischio la loro stessa incolumità, pur di sensibilizzare l'opinione pubblica su un tema, di cui anch'io niente sapevo. Del resto, il furto della scultura dedicata alla Regina ha fatto discutere tutta l'Olanda e questo significa che l'obiettivo è stato raggiunto. Hanno promesso di restituire l'opera, subito dopo che verrà deciso di dire di sì ad una ciclopista che, mi dicono, potrà salvare molte vite umane, anche se sono convinta che la restituzione, visto il clamore ottenuto, ci sarà a prescindere. Un fatto è certo - aggiunge Du Barry - capisco il senso della loro azione: i miei connazionali hanno agito per una causa votata al bene e, per questo motivo, non credo che ci saranno strascichi giudiziari. Di certo, da parte della sottoscritta, non ci sarà alcuna denuncia. L'unica cosa che conta, oggi, è che la ciclopista venga realizzata».  

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