Intanto lo chef dellImbuto cucina in carcere
Ma anche lo stellato Henri sogna una nuova location
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Henri Prosperi 2 MINUTI DI LETTURA
VIAREGGIO.Prima in India e poi a Tel Aviv, a mostrare la nuova cucina italiana. Sono le nuove trasferte di Cristiano Tomei chef e patron dell'Imbuto in via Fratti. Ma non solo. Tomei cucinerà in primavera nel carcere di Volterra per la rassegna gastronomica organizzata da Slow Food. Tomei è uno dei pochi chef innovativi che - a dieci anni dall'apertura del locale in una corte viareggina - regge la botta di una stagione difficile della ristorazione versiliese ed italiana. Dopo le performance alla Prova del cuoco (con tanto di moccolo in diretta: il sangue toscano non si smentisce mai), dopo le carezze ed i pugni della Michelin, sempre più distratta, Tomei prova una nuova strada della ristrorazione. Porzioni intere o mezze e solo due menu degustazioni, una strada che stanno intraprendendo i più grandi chef italiani. Un altro chef versiliese, Alessandro Luchinelli, appena ricevuta la stella Michelin, ha deciso di lasciare il ristorante Henri in via Fratti a Viareggio. Dovrebbe guidare la cucina di un nuovo ristorante a Forte. Ma lo stesso patron, l'italo-lussemburghese Henri Prosperi, starebbe meditando una nuova sede. Si parla di una location in quel di Camaiore, dove da anni (dai tempi del Ponte di Sasso di Marco Garfagnini, anni Ottanta) manca un grande locale. Ma c'è anche una vecchia idea per Hneri: sbarcare addirittura in Darsena, magari all'Oca Bianca. Proprio in Darsena a Viareggio si registrano i rumors più negativi. Un paio di famosi locali potrebbe passare di mano, oberati dalle esposizioni bancarie e dalla ripresa che non si vede. Ma su questo fronte, parliano di chiusure e cessioni, a sentire le voci, la metà dei locali versiliesi sarebbe in vendita. E forse è anche vero. C.B.
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