Il Tirreno

Versilia

Decreti ingiuntivi, banche scatenate

Luca Cinotti
<b>GIUSTIZIA.</b> Sopra il tribunale, a destra Gerardo Boragine
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GIUSTIZIA. Sopra il tribunale, a destra Gerardo Boragine

Oltre 1.100 nel 2010. E le associazioni dei consumatori lanciano l'allarme

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 VIAREGGIO. Il più famoso è stato sicuramente quello con il quale Otelle, l'ex buttafuori della Capannina, ha minacciato di portare via gli arredi dal locale-simbolo della notte made in Versilia. Ma quel decreto ingiuntivo è stato solo una goccia nel mare dei 1.170 documenti simili che sono usciti nello scorso anno dagli uffici del tribunale di Viareggio. Atti con i quali i debitori sono chiamati a pagare, pena il pignoramento dei beni. E per la prima volta, i decreti richiesti dalle banche fanno segnare un vero e proprio boom.  Un segnale di crisi come tante altri, ma che rappresenta l'ultimo gradino di una situazione dalla quale difficilmente il debitore riesce a uscire più o meno indenne. Soprattutto se il decreto ingiuntivo è provvisoriamente esecutivo: il che vuol dire che anche se il debitore decide di fare opposizione (e instaurare così una causa civile), il bene rischia comunque di essere pignorato e venduto.  E proprio questo tipo di decreto è quello che più spesso viene emesso a favore delle banche. Che - negli ultimi mesi - hanno stretto ancora di più le maglie, mostrando il pugno duro nei confronti di chi deve loro delle somme. Un comportamento che (e anche questa è una novità) che coinvolge non solo i grandi gruppi a livello italiano ed europeo, ma anche gli istituti di carattere locale. Il problema - che anche in Versilia comincia ad essere sentito - è che molto spesso le banche portano come "giustificativo" delle loro richieste il semplice saldaconto: vale a dire il riassunto delle partite regolate in conto corrente, senza però scendere nel dettaglio delle singole voci che hanno portato a stabilire la somma dovuta dal debitore.  Un comportamento che diversi tribunali hanno dichiarato non corretto e che il "Forum nazionale antiusura bancaria" ha stigmatizzato in una lettera inviata a tutti i tribunali d'Italia e che ora è all'attenzione dei giudici.  Rimangono, invece, stabili le richieste di decreti ingiuntivi che arrivano dai privati. Si tratta, in gran parte, di fornitori che non hanno visto pagare i servizi o le merci offerte. Ma è in ascesa anche un altro tipo di richiesta: quella degli avvocati che intraprendono la via giudiziaria per ottenere il pagamento degli onorari dai propri clienti. Una difficolà, quella di regolare le proprie parcelle, che può spiegare in parte anche il ricorso sempre più presente, nel penale, ai riti come il patteggiamento e l'abbreviato: una scelta che garantisce sì meno introiti, ma che ubbidisce anche alla regola aurea dei "pochi, maledetti e subito".  

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