Il Tirreno

Versilia

«Rovinato al gioco per un farmaco»

Alessandra Vivoli
<b>A PROCESSO. </b>Il tribunale di Viareggio
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A PROCESSO. Il tribunale di Viareggio

Pensionato malato di Parkinson vuole il risarcimento: al via il processo

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 CARRARA. Si ritroveranno tutti insieme, per la prima volta, il prossimo 8 febbraio, alle 9, in tribunale a Viareggio. Da una parte il pensionato 64enne Paolo Chisci, che sostiene di essersi rovinato al gioco a causa di un farmaco. Oo meglio, per gli effetti collaterali (compulsione al gioco d'azzardo) messi nero su bianco nel bugiardino, dentro la confezione del medicinale anti Parkinson.  Dall'altra i rappresentanti dell'Asl di Viareggio, presso cui era in cura, e quelli delle case farmaceutiche produttrici dei medicinali sotto accusa.  Entra nel vivo il processo civile con cui il pensionato 64enne, residente a Carrara, chiede un maxi risarcimento che supera abbondantemente il mezzo milione di euro. Ammontano, infatti, solo a 279mila sono i danni patrimoniali. A cui si sommano quelli biologici e patrimoniali.  Il prossimo 8 febbraio in tribunale si costituiscono in giudizio le case farmaceutiche. Due colossi: la tedesca Boehringer e la Eli Lilly Italia spa.  Sono state chiamate in causa dall'Asl di Viareggio (rappresentata dall'avvocato Cecchella di Pisa) in quanto produttrici dei farmaci finiti sotto accusa.  E, soprattutto perché, dal 1999 al 2005, gli effetti collaterali (compulsione al gioco d'azzardo in particolare) finiti al centro della maxi causa di risarcimento, non erano stati ancora inseriti nel bugiardino.   La causa di risarcimento. Una vicenda giudiziaria complessa, e una causa pilota destinata a fare clamore: anche perché il farmaco i cui effetti collaterali, che spingono alla compulsione al gioco, è ancora in commercio.  E viene utilizzato, anche dallo stesso Paolino Chisci, perché sarebbe uno dei più efficaci contro il tremore che colpisce gli ammalati di Parkinson.  «La delicatezza di questa causa civile è proprio questa - spiega l'avvocato Riccardo Lenzetti - Da una parte è stata chiamata in causa, dal nostro assistito, l'Asl di Viareggio per avergli prescritto il farmaco con cui gli veniva curato il Parkinson. Senza però metterlo in guardia dai possibili effetti collaterali: quelli che lo hanno spinto a dilapidare tutti i risparmi di una vita al gioco».  «Dall'altra - prosegue il legale - sono chiamate in causa le case farmaceutiche. Il procedimento giudiziario entra quindi nel vivo: per la prima volta, l'8 febbraio, in udienza ci saranno tutti gli attori coinvolti nel procedimento di risarcimento danni».   La vicenda. Lui, il pensionato carrarese 64enne, Paolo Chisci (assistito dai legali del foro di Massa Paolo Di Martino e Riccardo Lenzetti) sostiene di essersi rovinato al gioco a causa degli effetti collaterali messi nero su bianco nel bugiardino di un farmaco anti Parkinson.  Una «febbre del gioco» che lo ha spinto anche a comprare pacchi di gratta e vinci, fino a 500 al giorno. E a passare giornate intere davanti alle slot machine dei bar. Fino a dilapidare i risparmi di una vita

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