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«Presidente, mi aiuti a trovarle»

Matteo Tuccini
«Presidente, mi aiuti a trovarle»

Donne scomparse, David scrive a Napolitano: più mezzi per le ricerche

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 TORRE DEL LAGO. «Signor presidente, signor premier, signor ministro: aiutatemi». David Paolini, protagonista suo malgrado del giallo che da mesi inquieta la Versilia e mezza Italia, prende carta e penna e scrive alle istituzioni.  Chiede aiuto, David. Da oltre 5 mesi non ha più notizie di sua madre, Velia Claudia Carmazzi, 59 anni, e di sua nonna Maddalena Semeraro, 80. Le ricerche finora non hanno prodotto risultati e lui sente di doversi rivolgere a due delle massime cariche dello Stato, il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, e al rappresentante dell'ordine pubblico, il ministro degli Interni Roberto Maroni. A loro David chiede di inviare più uomini delle forze dell'ordine per dare una svolta alle indagini. Che finora non c'è stata.  L'aiuto degli amici. La lettera sarebbe stata scritta da David e da un pugno di suoi amici. Nella missiva Paolini avrebbe chiesto anche un aiuto personale, perché si trova in difficoltà economiche. Come più volte spiegato dal suo legale Alberto Consani, infatti, prima che il caso scoppiasse David viveva grazie a un "obolo" che gli passava Massimo Remorini, lo "zio" che poi zio non è.  Il cerchio si stringe. Nel frattempo i carabinieri hanno continuato (e continueranno) a investigare. I filoni sono due: da un lato l'esame dei conti correnti e dei patrimoni delle persone coinvolte nella vicenda, dall'altro la ricerca dei corpi delle due donne che - affermano i militari - potrebbe ripartire nei prossimi giorni.  Ma a suscitare maggior attesa è il possibile sviluppo dell'inchiesta giudiziaria, che già da oggi - al ritorno in ufficio del pubblico ministero Sara Polino, titolare dell'indagine - potrebbe vedere delle importanti novità. Al punto da districare alcuni nodi di un quadro intricato.  Al momento l'unico iscritto nel registro degli indagati è Massimo Remorini, l'amico di famiglia, a carico del quale c'è l'ipotesi di sequestro di persona e circonvenzione d'incapace. Ma - secondo quanto filtra dagli inquirenti - il mirino si è allargato ad altri protagonisti di questa vicenda. In particolare nei confronti dell'avvocato Giunio Massa.  Le analisi patrimoniali, infatti, hanno rivelato che il legale ha acquistato per una cifra inferiore ai 300mila euro la "viareggina" di via Machiavelli e l'appartamento di via della Caserma a Torre del Lago da Maddalena Semeraro, dalla figlia Velia Carmazzi e dai nipoti David e Sabrina Paolini: si tratta della compravendita delle due abitazioni su cui ruota buona parte delle domande degli inquirenti. Anche perché le due donne, al momento della scomparsa, abitavano in una roulotte in un campo di via dei Lecci a Torre del Lago. Maddalena, inoltre, aveva firmato una procura speciale a favore di Massimo Remorini per la conclusione dell'affare.  Inoltre, l'avvocato Massa ha venduto per 11mila euro un oliveto situato sulle colline di Gualdo a David Paolini: affare che risalirebbe al novembre del 2006, cioè lo stesso periodo in cui era in corso la trattativa per la vendita delle due case. E il nome dell'avvocato Massa rientra in un'altra compravendita, quella di una casa in via Pisacane a Viareggio, dal valore di 228mila euro, svolta ancora con l'intermediazione di Remorini. E che è finita sotto l'esame degli inquirenti perché l'ex proprietaria dell'abitazione, l'architetto Raffaella Villa, si è rivolta a un avvocato, Fabrizio Miracolo: la donna teme di essere stata raggirata.  Gli inquirenti, insomma, hanno messo ai raggi x questo giro d'affari e le relative movimentazioni di denaro. E presto potrebbe esserci una svolta.  

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