Sicurezza
Sos sanità. Il direttore: «Fosse vero, un errore grave»
Cardiologia nel mirino
Matteo Tuccini
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OSPEDALE. Lingresso del Versilia Il reparto sarebbe tra i "sacrificabili" del Versilia
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VIAREGGIO. Un ridimensionamento del reparto di cardiologia dell'ospedale Versilia. Se non addirittura uno smantellamento. La voce prende spunto dalle ipotesi di riorganizzazione del servizio sanitario a livello regionale, che vede la riduzione di reparti simili a pochi chilometri di distanza (per la Versilia vale l'area Pisa-Livorno-Lucca). E dato che cardiologia, già oggi, è costretta a rivolgersi ai vicini ospedali di Pisa e Massa perché non possiede il laboratorio di emodinamica, necessario per la cura dei pazienti colpiti da infarto, è facile immaginare come rischi di finire sotto la scure dei tagli. Interpellato sull'argomento, il dottor Giancarlo Casolo - direttore di cardiologia - afferma di non avere conferme ufficiali in proposito. Ma non nasconde la sua preoccupazione: «Sarebbe davvero un errore - afferma Casolo - visto l'alto numero di ricoveri annuali al Versilia (circa 1.100) per malattie cardiovascolari. Queste patologie colpiscono assai duro i nostri cittadini e quindi il nostro reparto, che tra l'altro gode di ottima fama tra gli esperti, svolge un compito di importanza primaria. Smantellarlo significherebbe privare i versiliesi di un servizio fondamentale». Niente laboratorio. A far preoccupare i cardiologi del presidio di Lido è un aspetto non da poco: da tempo l'Asl 12 chiede alla Regione di avere un laboratorio di emodinamica, necessario per angioplastiche e coronarografie. Ma da Firenze hanno risposto picche. Così, dei 500 pazienti colpiti da infarto ogni anno che vengono portati al Versilia, circa un centinaio vengono trasportati all'Opa di Massa perché necessitano di un intervento immediato; gli altri 400, che non hanno questa urgenza, vengono invece dirottati su Pisa per 3 volte alla settimana. «È vero - ammette il dottor Casolo - che questa lacune ci costringono a rivolgerci ad altre strutture, di fatto causando una spesa non indifferente per l'azienda sanitaria. Ma in quanto a capacità diagnostiche e a prima cura del paziente siamo all'avanguardia. Basti pensare al programma elettronico che collega l'automedica del 118 al nostro reparto, e che difatto consente di trasmettere l'elettrocardiogramma ai nostri medici per una valutazione immediata del paziente. E non dimentichiamo l'ecocardiografo tridimensionale, uno strumento moderno ed efficace».
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