Sicurezza
Enio Mancini scrive una lettera aperta sulle ultime polemiche su Sant’Anna
«Sig. Poli, lei non conosce la storia»
Enio Mancini
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Sant’Anna di Stazzema2 MINUTI DI LETTURA
STAZZEMA. Riceviamo E pubblichiamo questa lettera da Enio Mancini sulle polemiche per Sant'Anna. «Quale superstite dell' Eccidio di Sant'Anna di Stazzema e rappresentante dell'Anpi Nazionale in seno al consiglio d'indirizzo della costituenda Fondazione Parco Nazionale della Pace, mi sento in obbligo di intervenire dopo i reiterati attacchi che il sig. Giuseppe Poli, coordinatore del Pdl di Stazzema, ha arrogantemente portato a Didala Ghilarducci e all'Associazione nazionale partigiani. «Dubito che il signor Poli abbia letto la motivazione del dispositivo della sentenza del Tribunale Militare di La Spezia e se, lo avesse fatto, probabilmente considerava quei giudici appartenenti alle "toghe rosse" come la sua parte politica predilige chiamarli. «E' vero, però, che non tutta la storia può essere scritta dalle sentenze; per Sant'Anna, per esempio, manca ancora il capitolo dei collaborazionisti fascisti versiliesi che quella notte fecero da guida alle truppe naziste, mancano: il nome del delatore che, a Mulina di Stazzema, fece uccidere don Fiore Menguzzo e la sua famiglia e di quello che, a Valdicastello, fece catturare e poi uccidere l'altro sacerdote don Libero Raglianti, entrambi, con don Innocenzo Lazzeri insigniti di medaglia d'oro al merito civile. «Ritengo anche, che non tutti i partigiani fossero degli eroi, sicuramente erano, uomini e donne che avevano fatto una scelta coraggiosa, si erano schierati dalla parte giusta, dalla parte della libertà, della democrazia e della pace. «Visto il suo modo di pensare, suggerisco al signor Giuseppe Poli, se volesse essere coerente con se stesso, di far presentare al suo gruppo politico ad un prossimo consiglio comunale una mozione di rinuncia alla medaglia d'oro al valor militare per la Resistenza, che dal 1971, fregia il Gonfalone del Comune di Stazzema».
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