Gioco
Scavava pietra del Cardoso senza autorizzazioni: indagato imprenditore
Secondo l'accusa avrebbe ricavato 160 mc di materiale riempendo poi le buche con terra e detriti
2 MINUTI DI LETTURA
STAZZEMA. Si sarebbe appropriato di oltre 160 metri cubi di preziosa pietra del Cardoso, scavata senza avere alcuna autorizzazione. Per questo Marco Viviani, imprenditore 50enne originario di Viareggio, è stato indagato dalla procura della Repubblica di Lucca e rischia di finire a processo per furto aggravato. Il pm Lucia Rugani ha da poco siglato l'avviso di fine indagini preliminari a carico del legale rappresentante della ditta "Da.Vi. srl". Che - secondo quanto ricostruito dalla pubblica accusa - mentre stava regolarmente lavorando per ampliare la strada vicinale "Grotta Capraia" e sistemare il guado del Fosso di Picignana a Ficaio, avrebbe approfittato per asportare dall'alveo la pietra del Cardoso. Un'azione che - sempre secondo la Procura - sarebbe stata svolta in assenza di qualsiasi autorizzazione, tanto più dovuta in quanto l'area è compresa nei confini del Parco delle Alpi Apuane. Viviani (che è tutelato dagli avvocati Mario Baratta e Luca Lattanzi), avrebbe poi riempito le cavità formate dall'asportazione dei blocchi con terra e detriti con «conseguente modifica dello stato dei luoghi e aggravamento del dissesto idrogeologico». Per questo l'imprenditore dovrà rispondere anche di violazione al codice del paesaggio. La vicenda, che risale allo scorso ottobre, arrivò all'attenzione dell'autorità giudiziaria a seguito di un esposto presentato da un amministratore comunale di Stazzema. Secondo le successive indagini, il quantitativo asportato poteva valere sul mercato circa 90mila euro. L'altra accusa, dunque, è di furto, con due aggravanti: aver commesos il fatto con «violenza sulle cose» e «avere commesso il fatto su beni esposti per necessità alla pubblica fede». Dopo l'eventuale presentazione di memorie difensive, il pm dovrà decidere se chiedere o meno il rinvio a giudizio.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
