Toscana
Lo show di Agresti: non convince il monologo tutto centrato sugli omosessuali
Donatella Francesconi
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VIAREGGIO. Non è piaciuta a tanti la "performance" di Andrea Agresti, dalle "Iene" al palco di piazza Mazzini, per buona parte centrata su un monologo, già collaudato, che ha al centro gli omosessuali. Con tanto di canzone-cavallo di battaglia, dal titolo "Rinasco finocchio". Dedicata al desiderio di lavorare nel mondo della televisione, mondo del quale - si legge nel testo proposto dal microfono - «fa parte solo chi ha il sesso confuso». Il tutto condito con battute vecchio stampo (la saponetta da raccogliere prendendo precauzioni...), ed un neppur troppo vago sapore di omofobia: questi i commenti di chi ha voluto segnalare al "Tirreno" il proprio disappunto. Anche solo per contestare quel continuo riferimento ai "finocchi", in una situazione come la festa di fine anno che attira over quaranta, famiglie e e ragazzini. E nell'ora "clou" dell'evento, visto che Agresti è stato il piatto forte a ridosso del brindisi cui ha partecipato dal palco. Non è la prima volta che in Toscana Agresti (originario di Pistoia) raccoglie commenti negativi su questo monologo: era accaduta la stessa cosa a Pisa, nel maggio scorso. Tra i giudizi sulla serata, anche quelli realtivi ai prezzi applicati dai bar della Passeggiata, rimasti aperti per l'occasione della festa in piazza, ma «con aumenti anche per le consumazioni minime». Così - fa i conti chi non ha mancato l'appuntamento - «per tre caffé si sono pagati sei euro». Idee varie e diverse, poi, sulla prestazione degli artisti: un cast un po' troppo «il solito già visto», sembra essere la sottolineatura più frequente per la manifestazione organizzata da "Linea grafica" di Stefano Cunsolo. Il quale, dalle pagine del "Tirreno" qualche giorno fa aveva raccontato le difficoltà burocratico-organizzative che si è trovato a dover sciogliere all'ultimo tuffo.
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