Il dolore
I RICORDI DI QUELLA NOTTE
I vigili del fuoco alla cerimonia in via Ponchielli
Roy Lepore
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I vigili del fuoco ai funerali solenni 2 MINUTI DI LETTURA
VIAREGGIO. Tornare lì, dove tutto è cominciato. Mercoledì sera, in via Ponchielli, c'erano anche i vigili del fuoco della "seconda uscita", quelli che la sera del 29 giugno 2009 sono intervenuti per prestare i primi soccorsi. Tra loro anche il caposcquadra Antonio Cerri, che è diventato un po' il simbolo del Distaccamento viareggino, premiato per avere messo a repentaglio la propria vita salendo sulla Passerella in fiamme per rendersi conto di quello che stava accadendo. «Non avremmo mai creduto di dover fare una esperienza del genere - ricorda Cerri -: quella sera ero andato a lavoro anche se non stavo troppo bene, proprio per il fatto di essere di "seconda uscita", con la speranza di avere avuto meno probabilità di uscire. Avevo anche il telefonino scarico, mi sono ricordato di questo fatto solo nel corso della notte quando ho avvertito mia moglie: se mi avesse telefonato e avesse trovato spento, chissà cosa avrebbe pensato». Due le squadre partite dalla caserma, ai primi bagliori nel cileo diventato rosso fuoco. «Una è andata in via Ponchielli - prosegue il racconto - noi invece abbiamo deciso di andare dalla parte di via Garibaldi, ed è stato un bene, perchè così siamo riusciti a capire cosa stesse accadendo. Sono salito sulla passerella ed ho visto che le fiamme venivano dalla ferrovia. Abbiamo avvertito la centrale e così alle una circa c'erano già sul posto rinforzi giunti da Pisa, Lucca, Massa, Pistoia e poi da tutta Italia. Noi siamo tornati attraverso il cavalcavia Barsacchi in via Ponchielli ed abbiamo iniziato a mettere in salvo più persone possibili. Purtroppo per molti non c'è stato nulla da fare. Da quella notte anche per noi è cambiata la vita. Speriamo che venga fatta giustizia». Marco Piagentini, uno dei feriti più gravi della tragedia, è stato nominato presidente onorario dell'associazione "Il mondo che vorrei", di cui è diventata socia anche Dalia Gaber. Il decano del Carnevale, Arnaldo Galli ha donato all'associazione una statua in bronzo.
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