Sicurezza
Nautica, è crisi fino a metà 2011
Donatella Francesconi
Fiom-Cgil annuncia: si ricorrerà di nuovo alla cassa integrazione
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VIAREGGIO. Non più di 3mila addetti per la nautica di Darsena. Che in tempi decisamente migliori ha visto raddoppiare la cifra. Il calo di fatturato si aggira tra il 30 e il 40% nel 2010 che è stato l'anno della cassaintegrazione. E chissà come andrà nel 2011 che ne porta altra, secondo le previsioni della Fiom-Cgil. Mentre qualcuno dei nomi storici farà il "botto", come si mormora in porto. Anche se, gli ultimi mesi dell'anno che se ne va, hanno visto di nuovo squillare i telefoni. Con le prime, timide richieste di qualche ordine. Il problema - raccontano sindacalisti e lavoratori - è che non sempre avere lavoro è un bene: stretti tra le banche che hanno chiuso i rubinetti e gli acquirenti che pretendeno dal cantiere fidejussioni d'oro a garanzia della consegna. Fino a quando barche e soldi hanno danzato all'unisono il sistema è stato in piedi. Ma appena sul nuovo c'è stata la stretta ed il "vecchio" ha iniziato a tornare indietro, ormeggiato per mesi in banchina, la bolla è scoppiata. «Il 2011 sarà ancora nero - è la previsione di Lamberto Pocai, segretario della Fiom versiliese - almeno per i primi 6-7 mesi». Un tempo corto per produrre, ma sufficiente per progettare: «Per mantenere la competitività - gli fa eco Andrea Antonioli, coordinatore versiliese dell'area programmatica "La Cgil che vogliamo" - i più accorti si stanno buttando sulla ricerca tecnologica che strizza l'occhio all'ecologia. Soprattutto per quanto riguarda i motori». Negli anni col segno più - sottoliena Daniele Dinelli, delegato Fiom a Polo Nautico - «troppi si sono improvvisati imprenditori. E adesso, con la crisi che morde alla gola, resta a galla solo chi garantisce le qualità tipiche di Viareggio». E della sua Darsena, con una caratteristiche al momento inimitata e inimitabile: «Il nostro non è un porto da "fighetti", ma uno scalo-officina che non esiste lungo le coste del Mediterraneo. Compito di tutti è mantenere questa realtà. Quella per cui gli armatori vengono qui e non altrove. Cercando quella filiera di piccoli artigiani che dà forza al settore». Le previsioni della Fiom, però, buttano a bufera: «Attendiamo la nuova ondata di cantieri che presenteranno piano di riorganizzazione e ristrutturazione, con una situazione di stasi anche per chi costruisce in alluminio e acciaio». Chi regge, e lavora, ha dalla sua capitali da investire nelle barche. «C'è chi sta facendo grandi cose», si racconta in porto: un 62 metri fantasmagorico della Viareggio Superyacht ed una barca super tecnologica per i Fratelli Rossi. La sfida che attende la Fipa del presidente Francesco Guidetti non si gioca, invece, solo in cantiere: «È in atto un processo di ristruttrazione - spiegano i sindacalisti - che porterà l'azienda a diventare unica, dalle dieci aziende in cui è attualmente divisa». Tra le zone ferme della Darsena c'è tutta la fascia di via Petrarca, tra via Menini e via dei Pescatori: «L'esempio più eclatante è il capannone di Spreafico costruito nel parcheggio per dare la possibilità di ristrutturare il vecchio, sul lato opposto. Invece - denuncia Antonioli - in nessuno dei due si lavora. Si pone, così, il problema delle concessioni e del loro utilizzo. Pena la revoca, che a Viareggio non si mette mai in atto».
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