Il Tirreno

Versilia

«Strage, le assicurazioni tirano al risparmio su morti e danni materiali»

Donatella Francesconi
Alberto Chiovelli, direttore dell’Ansf, a Viareggio per l’anniversario della strage; a fianco, Polfer al lavoro in stazione
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Alberto Chiovelli, direttore dell’Ansf, a Viareggio per l’anniversario della strage; a fianco, Polfer al lavoro in stazione

La denuncia di un avvocato: il milione della Gatx sul conto Misericordia viene considerato un risarcimento

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VIAREGGIO. Chi ha ricevuto il contributo Gatx-Misericordia all'indomani del disastro ferroviario del 29 giugno 2009 si metta l'anima in pace. Perché le assicurazioni di Ferrovie (le Generali) insieme a quelle (americane) di Gatx considerano quel denaro un risarcimento. Nonostante ci si sia sgolati, all'epoca, nel ribadire che quel milione versato sul conto della Misericordia - cui si sono aggiunti i tanti fondi della solidarietà - fosse da considerarsi a fondo perduto.  A raccontare cosa sta accadendo nella trattativa con le assicurazioni è l'avvocato Marco Boccella che lavora fianco a fianco con il collega Andrea Polacci. «Esattamente così - racconta Boccella - mi è stata posta la questione relativa al caso di un cliente che nel disastro ha perso due auto». E proprio i mezzi di trasporto furono tra le prime cose acquistate con i fondi della solidarietà, quelli della Gatx compresi, affinché le persone colpite dal disastro potessero riprendere un minimo di vita "normale". Ascoltando scorrere una dopo l'altra le parole dell'avvocato, il dubbio è lecito: non è che allegate all'assegno Gatx ha inviato anche le "istruzioni per l'uso"?  Analogo trattamento sta ricevendo chi, suo malgrado, ha dovuto rinunciare a tornare a vivere in via Ponchielli o alle proprietà che lì aveva dopo espressa ordinanza del commissario per la ricostruzione: «Il valore intero degli immobili perduti non viene riconosciuto - spiega Boccella - e non viene preso in considerazione neppure il danno patrimoniale subito in seguito alla cessione gratuita dei terreni al Comune».  Difficile da digerire se si tratta di danni materiali. Figuriamoci poi se si tratta di vite perse: «Le assicurazioni - denuncia l'avvocato - stanno ponendo delle eccezioni giuridicamente inaccettabili e deprecabili dal punto di vista morale». È il caso di un ragazzo che nella strage ha perso la madre, appena quarantenne. «La sagoma annerita di quella donna spiccava sul muro della cucina come un monito», ricorda commosso il legale: «Eppure il medico dell'assicurazione ha riconosciuto zero al ragazzo come danno psicologico per la perdita del genitore che provvedeva al suo mantenimento». Senza contare l'offerta economica formulata nel caso in questione: «Al di sotto della soglia minima», racconta l'avvocato.  Così il trattamento se si sono perduti gli affetti più cari. Se, invece, ad essere andati distrutti sono state le case e tutto quello che c'era dentro, la pretesa è ancora più assurda: «Per mobili, oggetti, arredi e quanto altro ci viene richiesto di produrre le ricevute d'acquisto. Altrimenti fanno una stima media a modo loro...». Peccato che le ricevute, per la maggior pate dei casi, se le sia portate via il rogo che ha falciato trentadue vite, distrutto un quartiere, lasciato una quindicina di feriti a penare a vita.  Evidentemente, però, in casa Fs c'è ancora chi non lo sa...

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