Sicurezza
«Rioni, cambieremo le regole»
◗
Tifo, il calore del Palio Giancarlo Frati: «Errori in buona fede, non serve far polemica»
2 MINUTI DI LETTURA
CAMAIORE.«Qualcosa non è andato per il verso giusto nella serata del Palio. Ed era giusto che il problema fosse sollevato. Ma non serve fare polemica; l'importante è imparare dagli errori commessi, per non ripeterli». E' il rappresentante di tutti i rioni camaioresi, Giancarlo Frati, a tornare a parlare della finale del festival canoro dove, per un'anomalia, in giuria era presente un maestro di canto (il signor Vincenzo Masini della scuola "MusicaMia") di alcuni ragazzi che partecipavano alla gara. «Purtroppo qualche intoppo c'è stato, giustamente è stato sottolineato dal Tirreno - dice Giancarlo Frati - e qualcosa il prossimo anno va rivisto. Detto questo, nessuno ha mai messo in dubbio la buona fede della giuria, o la bravura tecnica e artistica dei vincitori del Palio». Dice bene Frati: nessuno, neanche il Tirreno. Che ha, invece, sottolineato semmai l'opportunità di quella presenza in giuria, che avrebbe potuto (e infatti è successo) alimentare dubbi. «Questo errore, come quelli capitati nelle prime edizioni del rinato Palio dei Rioni - aggiunge il caporione di Montemagno - deve servire solo a migliorarci, nello spirito sano di questa manifestazione e di tutte quelle correlate». Frati però non "digerisce" le affermazioni del consigliere comunale di Fli, Giuseppe Bartelloni, che proponeva un ritorno alle giurie popolari. «Le giurie popolari le abbiamo già provate in passato. Succedeva, che ogni rione dava il massimo dei voti al proprio cantante, e il minimo a tutti gli altri. Per questo, di comune accordo, abbiamo optato per una giuria tecnica, meno coinvolta, più professionale. Non mi è piaciuto in particolare il tentativo di cavalcare politicamente una diatriba di questo tipo, come ha tentato di fare il mio amico Bartelloni». Il quale, nel frattempo, tirato in ballo anche da Vincenzo Masini, torna a parlare della questione. «Nessuno contesta - scrive Bartelloni - le capacità tecniche e la professionalità dei componenti la giuria. E nessuno contesta il verdetto, anche se è naturale che ogni spettatore, magari coinvolto dal tifo per il proprio rione, avrebbe stilato una classifica diversa. Io sono intervenuto. sollecitato da molti cittadini, raccomandando di evitare per il futuro ogni tipo di polemica che possa alimentare dubbi, o sospetti. Questo, infatti, serve solo a fare il male del Palio, che dopo molto anni di assenza è tornato, grazie al Comitato Palio e al suo presidente. E per far questo, ossia per togliere ogni dubbio, credo che la giuria popolare, composta da camaioresi doc, scelti dal Comitato Palio, possa essere preferita a quella tecnica. La mia è una proposta, un contributo - ovviamente discutibile - per la crescita della manifestazione». M.P.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
