Toscana
Per non pagare basta una comunicazione con cui si rinuncia alliscrizione
Misericordia, arretrati chiesti anche ai soci che sono morti
Donatella Francesconi
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La sede della Misericordia ed il presidente Roberto Monciatti 2 MINUTI DI LETTURA
VIAREGGIO. «Hanno mandato gli arretrati da pagare anche a mio suocero che è morto da anni...». La protesta che arriva in redazione, in merito alle lettere che la Misericordia sta inviando agli ex soci consideratei "morosi", non è l'unica relativa al presidente Monciatti che pretende il pagamento direttamente dall'aldilà. Oltre che, dall'aldiqua, con richieste di arretrati che risalgono a più vent'anni a questa parte, in alcuni casi perfino dagli anni' 80. Per una tessera associativa che per il prossimo anno è passata da 7 a 10 euro, con un aumento "secco" che non tutti hanno gradito. Visti i tempi di magra. Tutto normale, secondo i dirigenti dell'associazione di volontariato legata al mondo cattolico. Il cui vice presidente, Giuliano Micheli, interpellato al telefono così spiega: «È tutto regolare. Si tratta solo della necessità di mettere mano ai nostri arichivi per aggiornarli...». Aggiornamento che comprende, però, anche delle belle cifre da versare, che specialmente i più anziani si affretteranno a pagare senza pensarci su troppo. «Non c'è da preoccuparsi - continua Micheli: se non si vuol più essere associati non si paga...». Certo. Ma se si decidesse di volersi riavvicinare all'associazione, c'è da aprire il portafoglio. E per i morti resta comunque (o no?) il tesseramento dovuto, sembra di capire, fino alla data del decesso. Visto che non possono più esprimere la volontà di non essere più soci. Un'operazione che ha suscitato più proteste che consensi (per esempio, sul sito "Viareggiok" che ha sollevato la questione). La Misericordia del presidente a vita Roberto Monciatti, nell'ultimo anno, ha sostenuto molte spese. Compresa quella per l'acquisto delle frequenze di Canale39 che consentono l'accesso al digitale, e per la ristruttrazione del De Sortis. Non a caso da mesi è in vendita una prestigiosa villa di proprietà della Misericordia, per la quale però al momento non si sono fatti avanti compratori tali da considerare che l'affare possa andare in porto a breve. Tra chi ha ricevuto a casa il maxi conto, c'è anche la signora Maria Danesi. La quale si è vista richiedere arretrati dal 1993 per la sola tessera annuale. Per tutti coloro che intendono respingere al mittente la missiva, ecco come fare a risolvere la questione: «Dopo aver parlato con un impiegato della Misericordia - spiega Danesi - e aver mandato due righe per rinunciare ad essere iscritta, il debito di 17 anni mi è stato annullato e alla Misericordia non devo più niente». Provare per credere.
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