Il Tirreno

Versilia

Il caso. L’opposizione: «Troppa fretta, servivano delle modifiche allo statuto». Buratti: «Il solito Pdl che chiacchiera»

Unione Comuni, infuria la polemica sull'adesione

2 MINUTI DI LETTURA





 FORTE. Per un verso o per l'altro, a Forte sembra non si riesca ad archiviare la vicenda di adesione all'Unione dei Comuni.  Il Comitato referendario si è detto soddisfatto del lavoro svolto dai due tecnici nominati per esaminare le conseguenze dell'adesione di Forte dei Marmi all'Unione dei Comuni, ma ha espresso «rammarico e disagio per la tempistica con cui questa è avvenuta. Infatti - spiega Antonio Giannelli - nonostante il documento ufficiale redatto dai due arbitri imponesse alcune determinanti modifiche statutarie, a tutt'oggi il nostro Comune si ritrova dentro l'Unione senza che questi cambiamenti siano stati effettuati e ciò disattende l'impegno dell'amministrazione Buratti nei confronti del Comitato e di tutti quei cittadini che avevano firmato in favore del referendum. Auspichiamo per questo una rapida soluzione - conclude Giannelli - e naturalmente il Comitato vigilerà affinché ciò avvenga il più velocemente possibile».  Intanto maggioranza e opposizione polemizzano sul voto: «In consiglio comunale - commenta il sindaco Buratti - abbiamo dichiarato di volerci attenere al parere favorevole espresso dal collegio dei due esperti e abbiamo chiamato il Presidente dell'Unione ad esprimersi sulle modifiche richieste allo statuto dell'ente, incassando un serio impegno. Ma l'opposizione, anzi il Pdl per voce del capogruppo, ha votato contro, perché voleva aspettare di conoscere la posizione degli altri comuni aderenti. Il Presidente non li rappresenta forse tutti? La posizione dell'opposizione non mi sorprende - conclude il sindaco - va nel senso di quell'atteggiamento inutilmente dilatorio. Monteforte ha preso invece un atteggiamento diverso: vigilerà sull'attuazione delle modifiche e l'Amministrazione sarà con lui».  «Quale fosse il motivo di tanta fretta nell'aderire all'Unione dei Comuni, visto che sia Pietrasanta che Viareggio ad oggi non sono nemmeno prossime a farlo - gli replicano decisi i consiglieri del centrodestra - lo sanno forse soltanto Buratti e Martinengo, l'unica cosa certa è che ancora una volta il sindaco ha dimostrato quello che vale. Abbiamo assistito - prosegue il Pdl - allo strano caso di un consiglio comunale in cui il sindaco smentisce l'assessore, ma non le toglie le deleghe, e dove una maggioranza allargata dal solito Monteforte vota sulla base di dichiarazioni del Presidente dell'Unione dei Comuni che rassicura i presenti su un presunto accordo pomeridiano raggiunto con tutti i sindaci dei comuni partecipanti all'Unione per recepire il lavoro dei due saggi. Incontro che a noi non risulta, almeno nella totalità rappresentata, e alla fine Buratti, sprezzante del lavoro compiuto e del parere richiesto, impone alla sua maggioranza di votare un ingresso al buio nell'Unione con lo stesso statuto portato in consiglio l'anno prima, senza voler aspettare la ratifica, soltanto promessa, delle modifiche statutarie proposte».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa