Il Tirreno

Versilia

Contro l’amministratore delegato Mori. Il presidente Battaglia: convocherò a breve l’assemblea dei soci

Rifiuti, lavoratori Sea in sciopero Manifestazione e stop alla raccolta

Donatella Francesconi
<b>RIFIUTI.</b> Un cassonetto della spazzatura
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RIFIUTI. Un cassonetto della spazzatura

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 VIAREGGIO. La giornata "nera" per i rifiuti in città sarà il 10 gennaio. Dopo lo stato di agitazione, proclamato meno di un mese fa, l'assemblea dei lavoratori riunita ieri mattina ha deciso di incrociare le braccia.  Il "nodo" mai sciolto è quello dell firma, da parte dell'amministratore delegato Franco Mori - rappresentante in consiglio di amministrazione per il socio privato, Publiambiente - del protocollo di garanzia (tutela dei posti di lavoro e sicurezza) già firmato, come ricorda l'Rsu aziendale, dai sindaci di Viareggio e di Camaiore e dai consigli di amministrazione delle altre società partecipate. L'unico che si è rifiutato di sottoscrivere il protocollo è, appunto, l'amministratore delegato di Sea ambiente, alla quale la Rsu contesta l'ottusità e l'ostinazione nel non voler aderire». Mori - spiegano i lavoratori - «non ci ha lasciato altra scelta che lo sciopero con manifestazione. Ci auguriamo che il consiglio di amministrazione di Sea Ambiente, ancora a maggioranza pubblica, arrivi a prendere una decisione opposta a quella di Publiambiente. Speriamo che il buon senso prevalga. Altrimenti si rischia di arrivare a una situazione di conflitto permanente».  Amareggiato il presidente della società dei rifiuti, Riccardo Battaglia: «Convocherò quanto prima l'assemblea dei soci - spiega Battaglia - e sarà quella l'occasione ufficiale in cui il socio pubblico, per voce del sindaco, dirà la propria sulla situazione che si è venuta a creare».  Da tempo Battaglia sottoliena «l'assurdità dei patti parasociali che ho trovato in Sea. Patti che, di fatto, danno al socio privato potere di vita o di morte, nonostante la maggioranza della società sia in mano pubblica».  Ma c'è un altro aspetto che il presidente di Sea tiene a mettere in evidenza: «Non è possibile che, con le responsabilità che la legge oggi attribuisce ai consigli di amministrazione in materia di sicurezza, io - rappresentante del socio di maggioranza - possa solo far mettere a verbale se dissento o meno dalle scelte fatte senza poter incidere, ripeto, ai sensi della legge».  Intanto, nelle ultime settimane, i risultati dello stato di agitazione sono stati sotto gli occhi di tutta la città, con il ritiro parziale dei rifiuti che ancora ieri mattina, in alcuni punti della città, fornivano un brutto "effetto Napoli".

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