Il dolore
I Lippi e Brosio escono dal Twiga
Restano Flavio Briatore e Daniela Santanchè
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PIETRASANTA. Una decade dopo, anche dalle parti del Twiga Beach Club, gli scenari cambiano. E stiamo parlando degli scenari societari e non del target di una discoteca che, nonostante l'impetuoso vento di crisi, continua a registrare il tutto esaurito, anche se non sembra più essere il locale esclusivo della prima ora.
Sta di fatto che, a distanza di 10 anni dal varo della Mammamia srl, la società che fa da riferimento al Twiga, escono di scena due volti noti, come quelli di Paolo Brosio e ancora dell'ex ct della nazionale Marcello Lippi, rappresentato, nel contesto della stessa attività imprenditoriale, dal figlio Davide. Si modificano, di conseguenza, le quote societarie d'origine, che proponevano Flavio Briatore attestato intorno al 50%, Brosio al 30% e la restante fetta percentuale equamente divisa fra Lippi e Daniela Santanchè.
Il nodo del contendere per la "dipartita", societaria, del duo Lippi-Brosio? Non è dato sapere, ma probabilmente il fatto che entro l'anno si andrà verso una nuova ricapitalizzazione (si parla di 1 milione di euro, ndr), è argomento che in qualche modo ha condizionato, direttamente o meno, i futuri assetti. Che, a chiarimento, dovrebbero vedere consolidare la posizione predominante di Briatore, confermare il ruolo della Santachè ed assistere alla nuova entrata di un imprenditore, si dice piemontese, ben lontano dal mondo dello spettacolo.
Sta di fatto che, non da oggi, proprio Paolo Brosio, che per primo lanciò l'idea del chiringuito su spiaggia in Versilia, dal Twiga risultava essere sempre più lontano. Eppure, era stato lo stesso ex giornalista del Tg4 a "contagiare" con il suo entusiasmo, appunto all'albore dell'anno 2.000, il senso per gli affari di Briatore, invogliato ad investire in terra di Versilia denaro nella rincorsa dell'avventura-Twiga.
Ma Brosio, oggi, ha lo sguardo rivolto altrove. In questi giorni si trova a Medjuguorie, dove ha organizzato un pellegrinaggio per 200 persone, che durerà fino ai primi giorni di gennaio, ed oltre alla spiritualità religiosa e alle tante iniziative di solidarietà, è impegnato nel tour di promozione del suo libro, "Profumo di lavanda", che è entrato di diritto, dopo poche settimane, nella hit dei libri più venduti in Italia. Un modo di vivere e di essere che, gioco forza, poco ha a che vedere con il glamour, la "dolcevita" versiliese e lo stare in vetrina legato al Twiga e al mondo che gli fa da contorno. L.B.
Sta di fatto che, a distanza di 10 anni dal varo della Mammamia srl, la società che fa da riferimento al Twiga, escono di scena due volti noti, come quelli di Paolo Brosio e ancora dell'ex ct della nazionale Marcello Lippi, rappresentato, nel contesto della stessa attività imprenditoriale, dal figlio Davide. Si modificano, di conseguenza, le quote societarie d'origine, che proponevano Flavio Briatore attestato intorno al 50%, Brosio al 30% e la restante fetta percentuale equamente divisa fra Lippi e Daniela Santanchè.
Il nodo del contendere per la "dipartita", societaria, del duo Lippi-Brosio? Non è dato sapere, ma probabilmente il fatto che entro l'anno si andrà verso una nuova ricapitalizzazione (si parla di 1 milione di euro, ndr), è argomento che in qualche modo ha condizionato, direttamente o meno, i futuri assetti. Che, a chiarimento, dovrebbero vedere consolidare la posizione predominante di Briatore, confermare il ruolo della Santachè ed assistere alla nuova entrata di un imprenditore, si dice piemontese, ben lontano dal mondo dello spettacolo.
Sta di fatto che, non da oggi, proprio Paolo Brosio, che per primo lanciò l'idea del chiringuito su spiaggia in Versilia, dal Twiga risultava essere sempre più lontano. Eppure, era stato lo stesso ex giornalista del Tg4 a "contagiare" con il suo entusiasmo, appunto all'albore dell'anno 2.000, il senso per gli affari di Briatore, invogliato ad investire in terra di Versilia denaro nella rincorsa dell'avventura-Twiga.
Ma Brosio, oggi, ha lo sguardo rivolto altrove. In questi giorni si trova a Medjuguorie, dove ha organizzato un pellegrinaggio per 200 persone, che durerà fino ai primi giorni di gennaio, ed oltre alla spiritualità religiosa e alle tante iniziative di solidarietà, è impegnato nel tour di promozione del suo libro, "Profumo di lavanda", che è entrato di diritto, dopo poche settimane, nella hit dei libri più venduti in Italia. Un modo di vivere e di essere che, gioco forza, poco ha a che vedere con il glamour, la "dolcevita" versiliese e lo stare in vetrina legato al Twiga e al mondo che gli fa da contorno. L.B.
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