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Versilia

Piacentini guida Marmi Carrara

Sopra Luigi Piacentini e a destra la sede della Savema una delle poche grandi aziende rimaste nel marmo in Versilia
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Sopra Luigi Piacentini e a destra la sede della Savema una delle poche grandi aziende rimaste nel marmo in Versilia

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CARRARA. Perfezionato il riassetto patrimoniale della Marmi Carrara, il colosso carrarese - e quindi mondiale - del marmo bianco. Carrarese ma con partecipazioni versiliesi. Adesso i quattro gruppi azionisti hanno tutti il 25% delle quote, la governance già rispecchiava questi rapporti di forza.

A quanto risulta, rispetto all'assetto precedente, hanno ceduto parte delle loro quote le famiglie Franchi (Franchi Umberto Marmi) e Rossi (Il Fiorino holding), facendo così salire al 25% sia la Ermes delle famiglie Piacentini e Volterrani, che la Tonini Marmi di Giancarlo Tonini e Ciro Gaspari.  Ora l'assetto è definitivo, ma l'operazione - perfezionata in questi giorni - non è una sorpresa: esistevano già patti precedenti che prefiguravano un simile azionariato.  Presidente rimane Luigi Piacentini, che è anche alla guida della Savema marmi di Pietrasanta. Piacentini resta affiancato dall'amministratore delegato Andrea Rossi, del comitato esecutivo fanno parte Giancarlo Tonini e Alberto Franchini; consiglieri Ciro Gaspari, Bernarda Franchi, Alberto Rossi, Costanzo Volterrani. La governance decisamente funziona bene, visto che il 2009 è stato un anno da record (un milione e 800mila euro di utile, il triplo rispetto al 2008, su un fatturato di 18 milioni); fra l'altro, lo statuto della Marmi Carrara è rimasto sempre lo stesso fin dall'inizio, da undici anni a questa parte; ed ha dato buona prova, perché sono cambiati i soci nel tempo, ma la produttività e la redditività non sono mai venute meno. Della prima ora sono rimasti quindi solo Volterrani, Piacentini e Tonini; nel tempo, sono usciti Paiotti, Fontanili, Grassi, poi Marri e Bogazzi.

Tutte le operazioni, compreso questo riassetto (definitivo), sono state curate dal commercialista Giulio Andreani e dal collaboratore dottor Paolo Dello Iacono; a questa ultima operazione vi era anche il dottor Paolo Righini.  Da quanto emerge, anche il 2010 chiuderà in ulteriore crescita rispetto al 2009, a conferma che il marmo di Carrara, core business e marchio di fabbrica della società, continua a tirare moltissimo. Nel 2009 la Marmi Carrara ha commercializzato 108mila tonnellate di marmo. Quasi il 90 per cento dell'utile era derivato dalla vendita di blocchi, in maggioranza verso la Cina.

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