Toscana
Dopo quarant'anni chiude l'agenzia Spoto
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STORICA. Lagenzia Spoto sullangolo di piazza Dante «Ormai gli affitti stagionali sono scomparsi». Al suo posto arriva il marchio Boggi
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FORTE. Incredibile ma vero. Al Forte chiude un'agenzia immobiliare. E non è neanche una qualunque: è quella, ormai storica di Pippo Spoto, che da tantissimi anni presidia l'accesso alla Ztl dal lato di via Mazzini, all'angolo con via Risorgimento. Chiude assieme all'altrettanto noto negozio di abbigliamento infantile di Bruna Belloni, e nei cinque fondi lasciati liberi, sembra che arriverà già dai primi dell'anno, l'ennesima griffe di abbigliamento. Stavolta, però, se le voci verranno confermate, non sarà di quelle inarrivabili, per quanto conosciuta e prestigiosa - la milanese Boggi - promette di diventare, infatti, un grande negozio di classe e eleganza al maschile, nel segno di un'accessibilità dei prezzi certamente non facile da trovare al Forte. Il marchio Boggi creato nel 1939 è notissimo (che da tempo stava cercando spazi in città) e vanta in Italia molti punti vendita, oltre a negozi in ben otto paesi europei, negli Emirati arabi e in India. E ovviamente vista la zona e i fondi a disposizione anche il nuovo punto vendita di Forte dei Marmi promette di caratterizzare positivamente questa zona, che, nel volgere di solo poche settimane, sta davvero cambiando decisamente aspetto. Oltre all'agenzia Spoto e alla boutique Belloni ha chiuso, infatti, nei paraggi anche la filiale della Cassa di Risparmio di Firenze. Ma è l'uscita di scena di Spoto che fa più rumore: «A 76 anni era il momento giusto - ci confida mentre sta andando in municipio per comunicare lo stop alle attività - anche se da qualche sera non riesco a dormire al pensiero». Comprensibile, perché l'agenzia è stata testimone di cinquant'anni di frequentazioni di Forte dei Marmi: «Beh, è proprio così - continua Spoto -. Basti dire che quando ho cominciato in città eravamo soltanto in sette agenzie, mentre adesso siamo, credo, un centinaio o giù di lì. Dagli anni Sessanta quando ho iniziato ad occuparmi di affitti, poi non è soltanto passato un sacco di tempo, ma ho assistito, davvero, assieme a tanti colleghi che non ci sono più, ai cambiamenti che hanno interessato questo nostro paese. Basti dire che oggi gli affitti mensili e stagionali sono quasi del tutto scomparsi, eppure hanno alimentato l'economia del Forte e la sua ricchezza per decenni. Ricordo, ad esempio, che quando negli anni Sessanta assieme ad altri due soci aprimmo in via Pascoli rilevando quella che era la vecchia agenzia di Sergio Benesperi, praticamente affittare le case e gli appartamenti ai fiorentini, parmigiani e milanesi era la nostra unica occupazione. Le vendite di fatto non esistevano o erano marginali e cominciarono soltanto molti anni più tardi. Nel 1970, poi, rimasto solo in agenzia, ebbi l'opportunità di trasferirmi in via Mazzini, nel fondo dove c'era Beppino, lo storico barbiere del centro, e da allora questa è stata la mia sede per tutti questi anni di attività». Un bilancio positivo, comunque: «Certamente sì, anche perché ho potuto veder cambiar pelle alle frequentazioni e alla clientela fortemarmina. Dalle famiglie che si affollavano in primavera per trovare al miglior prezzo l'appartamentino più vicino possibile al mare per portare i bimbi in vacanza, fino agli anni del boom immobiliare e delle ville, con protagoniste le grandi famiglie italiane, prima, e da ultimo i magnati russi». Come spesso accadeva al Forte, anche l'Agenzia di Pippo Spoto, oltre ad essere una delle più vecchie e prestigiose, in tutti questi anni, era diventata anche un irrinunciabile punto di ritrovo per tanti amici che nei pomeriggi invernali, spesso e volentieri la animavano con lunghe discussioni politiche. E anche per questo l'angolo di via Mazzini dalla prossima settimana, non sarà più lo stesso. R.F.
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