Proteste
Tangenti per regolarizzare colf e badanti
Claudio Vecoli
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VITTIME. Una badante mentre accompagna un anziano Arrestato un falso commercialista di Torre del Lago. Pretendeva tremila euro a pratica
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VIAREGGIO. Aveva studiato la legge sulla regolarizzazione di colf e badanti straniere in ogni minimo dettaglio. Ma l'obiettivo di tanta applicazione era in realtà tutt'altro che nobile. Fra le pieghe della normativa, infatti, Pierdino Marini, 63 anni, sedicente commercialista originario di Quarrata ma da tempo residente a Torre del Lago, aveva fiutato l'affare. E così per ogni permesso di soggiorno ottenuto grazie a false pratiche istruite si faceva consegnare tremila euro: duemila al momento di istruire la domanda, altri mille a permesso di soggiorno ottenuto. Tutto questo fino a quando nei loschi affari intessuti dall'uomo - per altro con alle spalle precedenti per bancarotta fraudolenta e false fatturazioni - hanno cominciato a mettere il naso gli uomini della squadra mobile di Lucca. Che hanno portato a galla il losco traffico, hanno arrestato il Marini ed hanno denunciato altre cinque persone che facevano parte dell'organizzazione. Come ricostruito dagli uomini della Questura di Lucca, il gruppo - formato da sei persone tutte residenti fra Viareggio e Camaiore - aveva pensato di allestire una vera e propria centrale del malaffare per l'assunzione fittizia di clandestini sfruttando le maglie previste dalla legge del 2009 che consentiva di regolarizzare colf o badanti clandestini che lavoravano "in nero". L'inchiesta è nata quando gli investigatori hanno effettuato uno screening delle domande "sospette", effettuate da persone già note per reati contro il patrimonio oppure che per la loro "inverosimiglianza" potevano destare sospetti. Grazie a questo lavoro preliminare, è venuta alla luce l'organizzazione. A capo vi era una vecchia conoscenza della polizia: Pierdino Marini 63enne originario di Quarrata ma da tempo residente a Torre del Lago. L'uomo, esperto della normativa sulla immigrazione, tra le pieghe della legge concepita per far emergere le situazioni di irregolarità di extracomunitari dediti alla assistenza di persone anziane aveva intravisto l'affare: dietro pagamento di alcune migliaia di euro, confezionava infatti false dichiarazioni di assunzione di due badanti (il massimo consentito dalla legge) per far ottenere ai clandestini il sospirato permesso di soggiorno (d'intesa con la Procura della Repubblica, costoro - costretti dalla necessità a sborsare i soldi richiesti dalla organizzazione - sono stati considerati parti lese e non concorrenti nei reati). L'organizzazione produceva inoltre falsi certificati medici attestanti patologie invalidanti, necessari per ottenere il permesso, nonché false dichiarazioni dei redditi, poiché era necessario dimostrare all'ufficio immigrazione di avere un reddito almeno doppio rispetto allo stipendio (falsamente) corrisposto ai (falsi) assunti, al lordo dei contributi previdenziali ed assicurativi. I poliziotti hanno infine verificato che spesso anche gli indirizzi dove gli stranieri avrebbero dovuto svolgere le mansioni di badanti erano fittizi. Mentre per il Marini è scattata la detenzione nel carcere di San Giorgio (da qualche giorno trasformata in arresti domiciliari), gli altri cinque facenti parte della organizzazione - che per una percentuale sugli illeciti utili si sono spacciati per falsi datori di lavoro - sono stati denunciati a piede libero: si tratta di un 44enne originario di Napoli e la sua convivente 36enne residente a Torre del Lago; un 74enne originario di Ragusa e residente a Viareggio; un 56enne di Torre del Lago e un 65enne di Camaiore. Gli stranieri falsamente assunti sono stati dodici, ognuno dei quali ha dovuto pagare 2.000 euro al Marini per le false dichiarazioni, promettendo che poi ne avrebbero versati altre 1.000 a permesso di soggiorno ottenuto.
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