Il Tirreno

Versilia

Tutte le prove. Incidente probatorio anche per cisterna, picchetto e cuore dello scambio

Sull'asse rotto qualcuno mente

D.F.
<b>LA CISTERNA.</b> Da qui &egrave; uscito il Gpl
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LA CISTERNA. Da qui è uscito il Gpl

Per Gatx era un modello in uso alle ferrovie austriache. Che però negano

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 VIAREGGIO. «Dagli accertamenti effettuati è stato possibile stabilire che il treno 50325 Trecate-Gricignano è deragliato a causa della rottura a fatica del fusello della seconda sala del carrello anteriore del carro cisterna 33807818210-6». Lo scrive la Procura nella richiesta di incidente probatorio, la stessa nella quale compaiono i nomi dei 38 indagati. Per "rottura a fatica" - spiegano ancora le quattordici pagine firmate dai sostituti procuratori Giuseppe Amodeo e Salvatore Giannino e dal Procuratore capo, Aldo Cicala - si intende «quel fenomeno metallurgico e meccanico per cui un materiale sottoposto a carichi variabili nel tempo si danneggia fino a rottura».  L'asse, dunque, e la sua rottura sono l'elemento da cui tutto inizia, la maledetta notte del 29 giugno 2009. Nelle parole iniziali della Procura c'è il "cuore" dell'inchiesta: se il materiale (l'asse) si danneggia nel tempo, in questa vicenda tutto è avvenuto tra marzo 2009, quando l'asse certificato come revisionato viene montato sul carro in questione, e fine giugno quando lo stesso si spezza con conseguenze devastanti. Dunque - è il quesito cui deve essere data risposta - in che stato era il pezzo dato per buono per rompersi in un lasso di tempo così breve?   L'assile. Questo dovranno cercare di scoprire le prove su tutti i pezzi "chiave" di tutta questa tragedia. Secondo lo schema messo a punto dal professor Paolo Toni, perito della Procura, sull'assile fratturato del treno-killer e su quello di guida montato sullo stesso carrello andrà eseguita «l'analisi chimica e morfologica degli strati superficiali per verificare se siano stati sottoposti al medesimo trattamento di manutenzione», verniciatura compresa. Perché «all'osservazione visiva i due assili appaiono diversi tra loro».  Sul solo assile fratturato, invece, si procederà allo «smontaggio boccole, controllo ad ultrasuoni, verifica dello spessore dello strato ossidato, verifica della correttezza del montaggio delle ruote, verifica della corrispondenza dei parametri dimensionali del componente alle specifiche di fabbricazione». Infatti, secondo il perito della Procura - ed è un passaggio da brivido - «non vi è certezza che l'assile costruito nel 1974 nella ex Germania dell'Est appartenga ad un modello normato». Ed in particolare «al disegno TG 75.2, modello OBB (le ferrovie austriache, ndr) come sostenuto da Gatx ma negato dalle stesso ente ferroviario austriaco».   Cisterna.Per quanto riguarda il "bombolone" si procederà a verificare «il rispetto dello spessore minimo imposto dal Rid 2003 e la rispondenza del materiale ai requisti di accettabilità dello stesso Ris», si cercheranno «eventuali difetti presistenti».  Picchetto. Due le verifiche previste: quella sulla «rispondenza dei paramentri dimensionali del componente alle specifiche di fabbricazione» e quella della «zona di presunto impatto con la cisterna». Attraverso «analisi chimica, analisi microstrutturale e prova di trazione» saranno ottenute le informazioni «necessarie per la simulazione meccanica del crash».  Scambio.Stessi esami sulla deviata a zampa di lepre, il "cuore" dello scambio che potrebbe aver lacerato la cisterna. Anche se, tra scambio e picchetto, come elemento causante lo squarcio, la Procura sembra non avere dubbi: nei cento metri in cui il carro ha strisciato sui binari ha incontrato i picchetti di regolazione della curva numero 24 e 23 «uno dei quali, il 24, provocava uno squarcio di circa 40 centimetri nella cisterna».  La Procura ribadisce la propria convinzione anche nel passaggio nel quale ricorda la relazione di Rete ferroviaria italiana (Rfi) la cui tesi è, invece, che a squarciare il "bombolone" carico di Gpl sia stato il cuore dello scambio: «Diverse risultano, allo stato, le conclusioni di questa Procura, come pur quella della consulenza depositata nell'interesse della Provincia di Lucca».

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